Roseto, la giunta è in ritardo su tutti i piani urbanistici

Il rischio è non approvarne neanche uno prima del voto Presto andrà in consiglio la variante sui vincoli decaduti
ROSETO. «L'attività urbanistica è notevolmente rallentata nell'ultimo periodo a causa dell'impossibilità di organizzare riunioni in presenza, ma l'obiettivo di portare almeno la variante sui vincoli decaduti e il piano di assetto naturalistico in consiglio nei primi mesi del 2021 resta». A dirlo è Orazio Vannucci, assessore all'urbanistica di Roseto, che viaggia sulla stessa lunghezza d'onda del sindaco Sabatino Di Girolamo. Entrambi sanno che a livello di urbanistica, per vari motivi, il Comune è in forte ritardo su tanti temi, anche per i noti problemi di carenza di personale. Sono però passati quattro anni e mezzo e mancano solo sei mesi alla fine del mandato, e di urbanistica finora si è fatto poco o nulla: ci sarebbero infatti da approvare diversi strumenti urbanistici fondamentali per la città, ad esempio il piano di assetto naturalistico per la riserva del Borsacchio e il piano spiaggia, ma il rischio di non riuscire ad approvarne nemmeno uno prima del voto c’è.
«Il nostro obiettivo primario ora è portare in consiglio la variante sui vincoli decaduti», continua Vannucci, «che permetterebbe di risolvere tante problematiche e metterebbe fine ai contenziosi tra i privati e il Comune». Sui vincoli decaduti c'è stata una riunione un mese fa circa tra i progettisti, il sindaco e il gruppo di maggioranza. «Siamo a buon punto», aggiunge il sindaco, «credo che a breve sarà pronta per portarla all'adozione in consiglio». C’è anche un altro importante strumento che sarebbe dovuto approdare in consiglio comunale entro fine anno, ovvero il piano particolareggiato di Roseto centro, presentato in pompa magna mesi fa in aula consiliare. «Ci stiamo lavorando», prosegue Vannucci, «e credo che anche il piano particolareggiato riusciremo ad approvarlo nei primi mesi del 2021».
Sui temi urbanistici interviene anche il consigliere di maggioranza, e presidente della commissione urbanistica, Giuseppe Di Sante. «Qualche risposta a livello privato l’abbiamo data», afferma Di Sante, «ad esempio la variante D’Eustachio dopo ben 11 anni di stallo e altri progetti, ma a livello pubblico siamo in notevole ritardo, non ci possiamo nascondere. Il tempo stringe e dobbiamo muoverci perché la città non può più aspettare. Si è perso tempo per diversi motivi, complice l’emergenza Covid, ma dobbiamo andare avanti ora».
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