Roseto, la maggioranza è a pezzi

Tre consiglieri abbandonano l’aula e costringono Pavone ad annullare la seduta sullo statuto
ROSETO. Tre esponenti della maggioranza abbandonano il consiglio comunale costringendo il sindaco ad annullare la seduta. Un chiaro segnale di crisi, secondo l’opposizione, i cui esponenti giudicano particolarmente grave la situazione all’interno del gruppo liberalsocialista, partito cui appartiene il sindaco Enio Pavone. A uscire dall’aula è stato infatti il liberalsocialista Alberto Caporaletti, consigliere delegato all’urbanistica, seguito da Antonio Iannetti, anche lui nominato responsabile della manutenzione urbana ed eletto in una lista (Insieme per Roseto) di ispirazione socialista e molto vicina a Pavone. Il terzo rappresentante della maggioranza a lasciare l’aula è stato Enzo Di Giulio, esponente del Nuovo centro destra (Ncd).
Continua dunque l’emorragia all’interno del partito del sindaco. Qualche mese fa, infatti,si era dimesso Gianfranco Marini, socialista di lungo corso e grande vecchio della politica rosetana, oltre che uno dei fautori della sterzata a destra del partito. Al suo posto è subentrato Ezio Vannucci, primo dei non eletti, il quale ha subito preso una posizione molto critica nei confronti dei suoi ex compagni di partito, schierandosi apertamente in più occasioni contro la maggioranza. A questo punto, quindi, Pavone può contare solo sui fedelissimi Nicola Di Marco e Camillo Di Pasquale, rispettivamente presidente del consiglio comunale e assessore, oltre che su Giuseppe Tuccella, anche lui liberalsocialista e consigliere con delega.
Non è chiaro se all’uscita dall’aula dei tre seguirà anche l’uscita dalla maggioranza e se la situazione andrà a ricomporsi. Sta di fatto che al momento i numeri dicono che la maggioranza è formata da otto consiglieri più il sindaco, mentre l’opposizione conta otto esponenti. Un solo voto di scarto, dunque, regge la maggioranza di centrodestra che governa Roseto. Tornando al consiglio della discordia, lo strappo si è verificato al momento dell’approvazione della modifica dello statuto comunale, subito dopo la discussione del primo punto all’ordine del giorno. «Divergenze o presa di coscienza dei consiglieri ribelli? Difficile dirlo ma speriamo vivamente la seconda», è il commento a caldo del consigliere di Abruzzo Civico Flaviano De Vincentiis, «la crisi politica del centro destra a pochi mesi dal fine mandato è comunque evidente, vedremo cosa proporranno ai cittadini per il futuro». «È evidente che Pavone non ha più i numeri per governare questa città», si legge in una nota del Pd, «l’approssimarsi delle elezioni ha acuito le frizioni interne di una maggioranza mai stata tale, unita solo per essere contro qualcuno e non per qualcosa. La maggioranza si è sciolta come neve al sole lasciando tristemente il sindaco ostaggio delle rivendicazioni politiche dei suoi consiglieri. L’altra sera il consiglio si è tenuto solo perché al primo punto vi era una delibera da approvare necessariamente perché il giorno successivo c’era un’udienza in tribunale». «Da anni ci battiamo denunciando provvedimenti a favore di singoli», interviene Mario Nugnes, segretario del gruppo Abruzzo Civico aderente alla coalizione civica #amoroseto, in merito al tentativo di variare lo statuto comunale, «questo sarebbe stato a tutti gli effetti un “tana libera tutti” propedeutico alla campagna elettorale. Una modifica permessa dalla legislazione ma in contrasto con lo spessore morale che i cittadini chiedono a una moderna classe politica».
Federico Centola
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