Roseto, la Tari aumenta del 25% Stretta sui tributi non pagati

Bilancio 2017: la tassa sui rifiuti salirà soprattutto per le imprese, un po’ meno per le famiglie Annunciata la nomina di un ufficiale di riscossione con potere di pignoramento sui cittadini morosi
ROSETO. «Non saranno lacrime e sangue», dice il sindaco Sabatino Di Girolamo in merito al bilancio 2017-2019. Gli aumenti comunque sono consistenti, soprattutto per la Tari, ma c’è di più: per superare le difficoltà finanziarie il primo cittadino annuncia una stretta sul recupero dei tributi non pagati, anche attraverso la nomina di un ufficiale di riscossione con potere di pignoramento.
Per quanto riguarda la tassa sui rifiuti i cittadini, almeno per il 2017, la vedranno aumentare mediamente del 25 per cento circa, ben di più del 10% preventivato qualche giorno fa dall’assessore alle finanze Antonio Frattari. Certo, questo dato non va preso alla lettera. Nello specifico, considerando un appartamento fino a 100 metri quadri, sarà applicato un aumento annuo che va dai 41 euro per un singolo ai 54 euro per una famiglia di quattro persone. Per le imprese, invece, il ritocco sarà maggiore: per una struttura ricettiva tipo un bed and breakfast la bolletta della Tari lieviterà di circa 150 euro annui.
Aumenti anche per i buoni pasto – anche questi già annunciati – che saranno calcolati in base al reddito Isee: per i buoni pasto, fermi dal 2002 a 2,50 euro per tutti, si passa a 2,80 euro per i redditi più bassi fino a 3,90 euro per quelli più alti; stesso discorso per la colonia anziani. Le agevolazioni per le categorie protette restano invariate. La tassa sui passi carrabili, però, resta. «In campagna elettorale avevo promesso che l’avrei tolta», ha precisato Di Girolamo, «ma, a causa della grave situazione economica in cui versa l’ente, ora non posso farlo». Il sindaco, insieme al vicesindaco Simone Tacchetti, all’assessore al bilancio Frattari e al dirigente del settore ragioneria Antonietta Crisucci, ha voluto precisare le ragioni degli aumenti in una lunga premessa, riferendosi ai rilievi della Corte dei conti in merito ai bilanci della passata amministrazione. «Negli anni passati», ha affermato Di Girolamo, «secondo i rilievi della Corte dei conti, e non in base a un parere del sottoscritto, si è fatto un ampio ricorso alle anticipazioni di cassa oltre alle anticipazioni di liquidità. Il comune di Roseto ora si trova a dover pagare forti debiti per interessi e le rate per la restituzione dei muti. Rimedierò a questo deficit cronico con un’azione di riscossione molto forte, che non si limiterà alle ingiunzioni di pagamento ma che vedrà anche la nomina di un ufficiale di riscossione con potere di pignoramento sui cittadini morosi. Questo è l’unico modo per riequilibrare il bilancio senza dovere ricorrere alle anticipazioni di tesoreria».
Il continuo ricorso alle anticipazioni di cassa, quindi, avrebbe messo in ginocchio la situazione economica del Comune. «Il ricorso alle anticipazioni di tesoreria», ha aggiunto il sindaco, «è previsto solo in casi eccezionali. Per la Corte dei conti, invece, negli anni 2012, 2013 e 2014 c’è stato un ricorso sistematico alle anticipazioni di cassa e una bassa capacità di riscossione dei crediti e dei tributi, al di sotto della media di tutti gli altri comuni abruzzesi. La Corte ha inoltre evidenziato anche un continuo ricorso alle anticipazioni di liquidità e la passata amministrazione, ne ha usufruito nel 2013 per 4 milioni e 750 mila euro, e nel 2014 per 3 milioni e 500 mila euro. Ora noi dovremmo rimborsare il tutto entro 29 anni con una rata annuale di 412 mila euro, e gli interessi passivi ammontano a 3 milioni e 600 mila euro». Il sindaco ha poi sottolineato, con preoccupazione, che diversi crediti risalgono a molti anni addietro, e la Corte dei conti ha precisato che molti di questi potrebbero essere divenuti inesigibili. “Il bilancio 2017/2019”, ha detto ancora il primo cittadino, “è sub judice perché manca ancora chiarezza su alcune disarmonie dei conti del consuntivo 2015. Finché non saranno dipanati questi dubbi potrebbero esserci delle conseguenze negative anche sul pluriennale 2017/2019 appena approvato».
Luca Venanzi
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