Roseto, lavori pubblici fatti male: la commissione elenca e denuncia

Tra i casi più eclatanti ci sono la ristrutturazione del municipio con le infiltrazioni d’acqua il parcheggio interrato di piazza Repubblica che si riempie di pioggia e il campo Patrizi inutilizzabile
ROSETO. Palazzo comunale che fa acqua da tutte le parti; parcheggio di piazza Repubblica che non si può utilizzare quando piove; nuovo lungomare vietato ai disabili. Sono solo alcuni dei problemi legati alle opere pubbliche realizzate negli ultimi anni a Roseto e finite nel mirino dell’apposita commissione consiliare, i cui componenti stanno passando al microscopio i lavori più importanti inaugurati dalle precedenti amministrazioni. Il gruppo di lavoro è stato istituito proprio per individuare le pecche delle opere pubbliche e stabilire se ci siano delle precise responsabilità dovute a scarsa attenzione nei controlli durante lo svolgimento dei lavori e, nel caso siano accertate negligenze, gli amministratori del passato potrebbero essere chiamati a rispondere in prima persona.
I risultati del lavoro della commissione sono quasi conclusi, pertanto a breve saranno rese note le magagne più evidenti delle principali opere pubbliche di Roseto e, soprattutto, verranno denunciate eventuali responsabilità. Molti dei difetti sono comunque già conosciuti dai rosetani, i quali hanno a che fare ogni giorno con tali opere. I più evidenti riguardano il municipio, ristrutturato solo qualche anno fa, i cui locali più importanti hanno grossi problemi legati all’isolamento.
È il caso della sala consiliare, sulle cui pareti sono ben visibili le tracce di infiltrazioni di acqua piovana. La situazione è ancora più pesante nel settore tecnico, cioè il luogo preposto proprio al controllo dei lavori pubblici, i cui uffici nei giorni di pioggia sono disseminati di recipienti per raccogliere l’acqua che proviene dal tetto. Per non parlare poi della scala antincendio esterna in metallo, che è praticamente inservibile perché di dimensioni diverse da come sarebbe stato invece necessario. In pratica i basamenti della scala vanno a impedire l’apertura delle uscite di emergenza che, è bene ricordarlo, avviene verso l’esterno per agevolare la fuga in caso di necessità, anche per evitare il panico.
In altri casi, i pianerottoli sono più bassi di quasi un metro rispetto al piano della porta di emergenza, pertanto in caso di fuga precipitosa le persone sarebbero costrette a fare un bel salto (altro che barriere architettoniche!) per potersi mettere in salvo.
Un mistero, dunque, che l’edificio abbia potuto ottenere i necessari permessi da parte delle autorità competenti in materia di sicurezza nei luoghi pubblici. Non a caso la commissione parla di “disastri” compiuti negli ultimi dieci-quindici anni a Roseto. «Le opere pubbliche si trovano in uno stato comatoso», si legge infatti in una nota della commissione , «per le quali le precedenti amministrazioni hanno contratto 35 milioni di euro di mutui indebitando la nostra città per i prossimi trent’anni. Mutui utilizzati per realizzare opere che sono gli occhi di tutti: dal parcheggio interrato del Comune, uno dei pochi in Italia in cui, invece di ripararsi quando piove, le persone devono fuggire portando via anche le proprie auto perché rischiano di annegare; al sottovia Thaulero, praticamente inutilizzabile per donne, anziani e diversamente abili; al palazzo comunale in preda ad infiltrazioni, muffe e difetti di ogni genere; al campo Patrizi, praticamente inutilizzabile, nel cui sottofondo sono stati addirittura rinvenuti “molti corpi estranei quali plastica e scarti di cantiere”, come riportato all’interno della relazione del ctu nominato dal tribunale di Teramo».
Insomma, un elenco interminabile di cose che non vanno, per le quali qualcuno potrebbe essere presto chiamato a rispondere.
Federico Centola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

