Roseto pronta per la tassa di soggiorno

29 Ottobre 2016

La giunta vuole destinare l’incasso a finalità di promozione turistica. Il passaggio andrà condiviso con gli operatori

ROSETO. Presto anche il Comune di Roseto potrebbe istituire la tassa di soggiorno. A questa ipotesi sta infatti lavorando l’assessore comunale al turismo Carmelita Bruscia con l’ausilio del collega al bilancio Antonio Frattari. «Nei giorni scorsi» si legge infatti in una loro nota «si sono svolti vari incontri con i rappresentanti delle amministrazioni dei Comuni della costa teramana e oltre, come Montesilvano e Pescara, per coordinare un intervento in materia». Dunque il progetto per l’applicazione della nuova tassa è in fase avanzata, tanto che l’amministrazione sa già a cosa destinare la nuova potenziale entrata. «Il gettito dell’eventuale imposta» prosegue infatti il documento degli assessori Bruscia e Frattari »sarà destinato a finanziare interventi a diretta finalità turistica, compresi quelli a sostegno di strutture ricettive, di promozione turistica-culturale, di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, nonché ai relativi servizi pubblici locali». Quindi due passaggi importanti sono già stati fatti dall’amministrazione comunale rosetana nel percorso che porterà all’istituzione dell’imposta di soggiorno nella città delle rose, e cioè gli incontri con altri Comuni per valutarne insieme l’efficacia e la destinazione del futuro gettito.

Manca dunque l’ultimo tassello, forse quello più delicato: sentire cosa ne pensano i diretti interessati, cioè gli operatori economici locali. Ma anche questo aspetto pare sia già stato valutato dall’amministrazione comunale. «Saranno, naturalmente» si legge ancora nella nota «preventivamente sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei titolari delle strutture ricettive nonché tutte le associazioni locali». Tutti potranno esprimere la propria opinione, quindi, per evitare che si ripetano i contrasti tra le parti come già accaduto in altri Comuni vicini. Contrasti che si sono già vissuti anche a Roseto, quando la proposta dell’istituzione della tassa di soggiorno fu avanzata per la prima volta dall’amministrazione guidata da Enio Pavone e che sarebbe dovuta entrare in vigore a partire dal 2013. Ma poi ci fu un’inversione di tendenza, fino al punto che la stessa amministrazione si convinse che mettere la tassa di soggiorno sarebbe stato un errore. L’ipotesi fu poi rilanciata qualche anno dopo dall’onorevole Giulio Sottanelli, secondo cui il «contributo di soggiorno», come lo ha sempre definito lui, sarebbe la ricetta giusta per rilanciare l’economia locale, potenziando la promozione della città, sia in Italia che all’estero, senza gravare sulle tasche dei rosetani. Basterebbe infatti, secondo il parlamentare rosetano, applicare un euro per ciascuna delle 800mila presenze nelle strutture ricettive locali per avere a disposizione ogni anno 800mila euro da destinare alla cura della città, alla programmazione di un cartellone estivo di spessore e alla promozione di Roseto attraverso la locale squadra di basket alla quale andrebbe per questo una parte dell’introito derivante dall’imposta di soggiorno. A questo punto la palla passa nelle mani dell’assessore Bruscia, la quale dovrà prima convincere la sua maggioranza che l’operazione darà dei frutti positivi, facendo attenzione a non farsi impallinare dall’opposizione. O almeno da quella parte che non è mai stata favorevole all’imposta di soggiorno. Federico Centola

©RIPRODUZIONE RISERVATA