Roseto, quasi tutti in corsa i più votati di cinque anni fa

Il quadro politico è molto cambiato e Di Marco rappresenta un’incognita ma i campioni di preferenze del 2016 si ricandidano e possono decidere il voto
ROSETO. In questi cinque anni a Roseto il quadro politico è talmente mutato da rendere difficile una comparazione tra le attuali elezioni amministrative e quelle del 2016. Da tre candidati sindaco si è passati a cinque, e se nel 2016 c’erano 240 candidati oggi sono 330, 90 in più. Ma la principale differenza è che rispetto a cinque anni fa il centrosinistra è diviso in tre mentre c’è un centrodestra compatto e molto più forte, con un candidato sindaco nuovo alla politica come William Di Marco, che potrebbe ottenere molte preferenze personali.
Nelle ultime due elezioni amministrative a Roseto, quelle del 2011 e del 2016, sono andati al voto circa 15.500 cittadini su 22mila aventi diritto, e quest’anno più o meno saremo sugli stessi numeri. Per andare al ballottaggio, quasi certo vista la situazione, occorreranno almeno 4.500 voti. Chi può arrivarci? Partiamo dalla coalizione in appoggio al candidato sindaco Tommaso Ginoble: l’ex deputato sulla carta ha ottime possibilità di arrivare al ballottaggio avendo composto quattro liste forti oltre a contare su importanti appoggi esterni. Nella sua coalizione c’è la sorella, Teresa Ginoble, che alle scorse elezioni è stata la più votata con ben 699 voti, oltre all’attuale assessore Nicola Petrini e ai consiglieri Massimo Felicioni, Simone Aloisi e Marco Angelini che insieme alle elezioni 2016 hanno ottenuto mille voti, senza dimenticare l’attuale assessore Orazio Vannucci, non presente nella scorsa tornata elettorale. Ai suoi fedelissimi si aggiungono Vanessa Quaranta e Antonio Di Giambattista, provenienti dall’associazione Il Punto, che potrebbero far convergere nella coalizione i 348 voti ottenuti da Alessandro Recchiuti, ora non candidato, nel 2016, e c’è anche Nicola Di Marco (409 voti nel 2016) che fino alle scorse elezioni ha sempre appoggiato Enio Pavone.
L’altro candidato che punta dritto al ballottaggio è Mario Nugnes, appoggiato da sei liste: nel 2016 Nugnes e Gabriella Recchiuti, ora candidata con la lista “Roseto in Azione” (dove c’è anche Gianfranco Marini), insieme hanno ottenuto quasi 800 voti, e inoltre c’è la lista “Fare per Roseto” di Enio Pavone e Angelo Marcone che potenzialmente potrebbe produrre circa mille voti. Da valutare l’impatto della lista “Operazione Turismo”, con volti nuovi per la politica.
Anche il centrodestra con William Di Marco punta al ballottaggio. Sulla carta la lista più forte è quella di Fratelli d’Italia (800 voti potenziali), poi c’è la Lega che schiera il deputato Giuseppe Bellachioma, la consigliera regionale Simona Cardinali e Filiberto Di Giuseppe. Più deboli, sulla carta, appaiono Forza Italia e la civica di Di Marco.
Nella coalizione a supporto dell’attuale sindaco Sabatino Di Girolamo spicca sicuramente il Partito democratico, che in teoria potrebbe arrivare a duemila voti. C’è anche la lista “Uniti per Roseto” con l’ex assessore Enzo Frattari, che da solo potrebbe assicurare un buon numero di preferenze. Infine, c’è la Libera Coalizione Progressista di Rosaria Ciancaione, che dopo il tentativo del 2016 ci riprova ma stavolta senza l’appoggio di Nugnes e Sottanelli, che nelle scorse elezioni le diedero un ottimo contributo. Per la prima volta il Movimento 5 stelle è riuscito a comporre una lista a supporto di Ciancaione, bisognerà però valutarne la reale forza.
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