Roseto, raduno di operai ex Monti e Centola

10 Ottobre 2016

Trecento lavoratori delle due storiche aziende tessile e di giocattoli si ritrovano per un giorno

ROSETO. La storia siamo noi. Oltre 300 ex dipendenti delle prime importanti aziende rosetane si sono ritrovati dopo quasi mezzo secolo nell’area, poi battezzata piazza 1° Maggio, dove sorgeva la fabbrica che ha ospitato la “Federico Centola giocattoli” e, in seguito, la Monti confezioni. Un luogo storico per Roseto perché proprio da lì è iniziato il processo di industrializzazione della città. Anzi, si può dire che proprio quelle aziende hanno dato un’occupazione a giovani che affluivano a Roseto da numerosi centri limitrofi, soprattutto dell’entroterra, finanche da Pescara e San Benedetto. Tutto ebbe inizio alla fine della seconda guerra mondiale, quando l’industriale bolognese Federico Centola fu intercettato dall’allora sindaco di Roseto Raffele Paris e convinto da quest’ultimo a impiantare la sua fabbrica a Roseto. Così Centola acquistò un’area di 16mila metri quadrati e iniziò a costruire uno stabilimento di giocattoli – ancora oggi ricercatissimi dai collezionisti di tutto il mondo – che aprì i battenti nel marzo del 1948 e a pieno regime occupava 500 operai. La morte prematura dell’industriale segnò la fine dell’azienda che fu acquistata dal gruppo Monti trasformandosi in fabbrica di confezioni che diede lavoro a circa 1.200 dipendenti dal 1955 fino al ’72, anno in cui si concluse un lungo periodo di lotte operaie con occupazione della fabbrica. Quindi l’intervento della Gepi, la finanziaria di Stato creata proprio per l’occasione, e la riconversione degli operai con la nascita di altre aziende come Teleco, Omino di Ferro, Ab-Ab e molte altre. Insomma, una fetta importante della storia industriale di Roseto che ha coinvolto diverse generazioni di rosetani e non solo. «Spero di ripetere questa iniziativa», ha commentato Dante Pavone, primo segretario della commissione interna della Monti.

Federico Centola

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