Roseto, tra le biciclette e i pedoni una convivenza molto difficile

12 Agosto 2015

Le piste ciclabili sono insufficienti e i ciclisti sono spesso costretti ad utilizzare i marciapiedi L’associazione “Rosetani in bici” propone: «Dividiamoli a metà, è semplice ed economico»

ROSETO. Sempre più difficile a Roseto la convivenza tra ciclisti e pedoni. Gli amanti delle due ruote sono infatti costretti a camminare sui marciapiedi per spostarsi in città senza correre il rischio di essere investiti dalle automobili. Questa abitudine, però, genera una situazione di caos con i pedoni, a loro volta costretti a fare attenzione a non essere investiti sui tratti a loro riservati.

Il problema raggiunge il suo apice durate il periodo estivo, con i turisti che non riescono a comprendere la situazione e non esitano a polemizzare con i ciclisti di passaggio, magari solo perché hanno suonato il campanello per avvertire del loro passaggio. D’altro canto per i ciclisti non c’è scelta, visto che Roseto non ha ancora delle piste ciclabili in grado di collegare i vari punti della città senza incrociare il traffico dei mezzi a motore.

Al momento, infatti, c’è solo il breve tratto della pista rialzata sul lungomare centrale, peraltro piuttosto pericoloso proprio perché sopraelevato rispetto al piano stradale e, soprattutto, a rischio di “invasioni” da parte delle automobili in caso di incidenti stradali come già avvenuto in diverse occasioni. Un altro breve tratto di pista ciclabile si trova nella zona di Fonte dell’Olmo, a fianco della statale 16; poi un’altra nel tratto di lungomare nord che fiancheggia viale Makarska. In tutti i casi, comunque, si tratta di tracciati che si interrompono, costringendo così i ciclisti a percorrere dei tratti salendo sui marciapiedi o passando al bordo della strada a loro rischio e pericolo. «Visto che realizzare delle piste ciclabili sarebbe lungo e, soprattutto, costoso», è l’idea di Giancarlo Caponi, presidente dell’associazione “Rosetani in bici”, «siamo convinti che sarebbe opportuno ricavare dei percorsi riservati esclusivamente alle due ruote, in modo da creare dei tracciati sicuri lungo il circuito stradale cittadino».

Tra l’altro, Roseto si presterebbe benissimo a una soluzione del genere, visto che il territorio comunale si sviluppa per lo più in pianura. Già, ma dove trovare gli spazi? «Semplicissimo: sui marciapiedi», dice sicuro Caponi, «basterebbe infatti delimitare i tracciati riservati alle due ruote tracciando delle linee, in modo che i pedoni sappiano quale lato è assegnato a loro sul quale possono camminare tranquillamente. L’investimento sarebbe molto limitato, perché oltre alla vernice si dovrebbe soltanto intervenire per adeguare gli scivoli».

Dunque un’iniziativa che potrebbe prendere corpo in tempi rapidi, senza aspettare i tempi lunghi legati ai finanziamenti per la realizzazione di costose piste ciclabili. «Abbiamo già presentato un progetto dettagliato sulla questione» svela Caponi, «che abbiamao consegnato nelle mani del sindaco insieme a una petizione con 1.700 firme allegate, attraverso le quali volevamo sollecitare proprio l’attuazione di un percorso urbano adatto sia ai pedoni che alle biciclette, per consentire agli amanti delle due ruote di muoversi in città senza il rischio di essere investiti».

Numerose anche le biciclettate promosse dalle varie associazioni presenti sul territorio comunale, alle quali hanno preso parte centinaia di persone con l’obiettivo di incentivare l’uso delle due ruote in modo da limitare anche il traffico urbano, riducendo nel contempo anche il problema dei parcheggi. Tra le proposte avanzate, anche quella di riservare una delle strade interne al transito di pedoni e biciclette. Un altro progetto di non difficile attuazione e a costo quasi zero, visto che la viabilità urbana di Roseto è formata da un reticolo di strade parallele, quindi non sarebbe eccessivamente difficoltoso riservarne qualcuna alle biciclette.

Federico Centola

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