Roseto, un puzzle in consiglio Dieci gruppi per 16 consiglieri
Quattro sono della maggioranza che sostiene il sindaco Di Girolamo e sei dell’opposizione Otto di questi sono costituiti da una sola persona che in pratica fa il capogruppo di se stesso
ROSETO. A giudicare dal ridotto numero degli aspiranti sindaci di Roseto (appena tre contro i sette delle precedenti amministrative) sembrava che il nuovo consiglio comunale dovesse essere votato al minimalismo. E invece i nuovi amministratori rosetani si sono sfogati con i gruppi politici e rispettivi capigruppo, visto che sul totale di 16 consiglieri (dieci di maggioranza e sei di opposizione) figurano ben 10 gruppi consiliari: quattro di maggioranza contro i sei dell’opposizione. In pratica ogni consigliere di minoranza è capogruppo di se stesso, così come accade per due esponenti della maggioranza. Ma andiamo con ordine.
La compagine più numerosa è quella del Pd con sei rappresentanti che sono: Teresa Ginoble (la quale ricopre anche il ruolo di presidente del consiglio comunale), Celestino Salvatore (capogruppo), Massimo Felicioni, Simone Aloisi, Emanuela Ferretti, Giuseppe Di Sante. Gli ultimi due sono subentrati a Simone Tacchetti e Antonio Frattari, entrambi nominati assessori, in quanto primi dei non eletti nella lista Pd. Adriano De Luca è il capogruppo per “Di Girolamo sindaco”, affiancato dal consigliere Saverio Marini, primo degli eletti nella medesima lista, da dove è uscita anche una delle due donne assessore, cioè Carmelita Bruscia.
L’altra è Luciana Di Bartolomeo, prima dei non eletti nella lista del Pd, quindi non è stato necessario sostituirla. Marco Angelini è capogruppo di ‘Roseto protagonista’, anch’esso unico rappresentante in consiglio comunale. Così come Achille Frezza, ricomparso sulla scena politica locale dopo un lustro di oblìo, unico rappresentante di “Bene comune” di cui è quindi anche capogruppo, la cui formazione però a differenza delle altre non ha preso parte alle elezioni ma è stata creata sulla carta all’atto dell’insediamento in consiglio comunale. Una manovra strategica, dunque, di cui non si comprende la reale funzione, se non quella di creare confusione tra i non addetti ai lavori.
E non solo, forse. Passiamo ora a osservare la geografia politica della minoranza. Enio Pavone, sindaco uscente di centrodestra, è capogruppo e unico rappresentante di “Avanti per Roseto”, in pratica lo slogan bis della sua campagna elettorale, che è andato a sostituire il precedente “Avanti per andare oltre”, dopo la stroncatura del settimanale l’Espresso che lo aveva catalogato tra i più brutti d’Italia. C’è poi Nicola Di Marco - l’ex più votato in assoluto nelle ultime amministrative, questa volta spodestato dalla Ginoble - il quale guida la formazione “Insieme per Roseto” di cui è l’unico rappresentante in consiglio comunale. Stessa sorte per Alessandro Recchiuti, ex assessore nella precedente giunta, capogruppo di se stesso nella formazione “Futuro In”, ispirata da Paolo Gatti. Tre capi in altrettanti gruppi anche per l’ex coalizione #amoroseto. Da una parte i seguaci dell’onorevole Giulio Sottanelli, che sono Mario Nugnes (capogruppo di Abruzzo civico) e Angelo Marcone (capogruppo di “Roseto nel cuore”), i quali hanno anticipato che non saranno affatto teneri con la compagine di maggioranza. Dall’altra c’è invece Rosaria Ciancaione, ex candidata sindaco della coalizione civica, rimasta a rappresentare in consiglio le due liste da lei fatte nascere, che sono “Un’altra idea di Roseto” e “Roseto progressista”, fondendole in un unico soggetto politico che ha battezzato “Un’altra idea di Roseto progressista”.
Federico Centola
©RIPRODUZIONE RISERVATA

