Roseto, via alla demolizione del cantiere sul Vomano

L’opera abusiva sarà eliminata per consentire i lavori di sistemazione dell’alveo Protesta il proprietario: «Le ruspe hanno distrutto anche stampi e barche»
ROSETO. Alla foce del Vomano entrano in scena le ruspe. Sono infatti iniziati ieri mattina i lavori di demolizione del capannone già sede di un cantiere nautico da quasi cinquant’anni. Secondo le autorità si sarebbe trattato di un manufatto abusivo che impediva il completamento dell’intervento di riqualificazione idraulico-ambientale del fiume. Di diverso avviso il proprietario del cantiere Giovanni Baroni, il quale ha cercato di opporsi seguendo tutte le strade legali possibili, a quanto pare senza ottenere il risultato sperato, cioè continuare l’attività nel medesimo posto dove l’aveva iniziata tanti anni fa. «Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché questo accanimento nei miei confronti» chiede amareggiato Baroni, «quando le altre strutture vicine al mio cantiere sono rimaste ancora al loro posto. E poi: chi mi risarcirà dei danni che mi sono stati provocati durante la demolizione? Le ruspe hanno infatti distrutto anche gli stampi e le imbarcazioni che si trovavano fuori dai capannoni, quindi non davano fastidio a nessuno».
Polemiche a parte, con 300mila euro finanziati dalla Regione sono iniziati, dopo tre anni di controversie, i lavori di demolizione del manufatto realizzato a ridosso della foce del Vomano, nel territorio di Roseto. Una vicenda annosa che si è risolta con un’ordinanza di demolizione emessa dalla stessa Regione ed eseguita dalla Provincia. «Si tratta di un passaggio sostanziale per poter completare il più ampio intervento di riqualificazione idraulico-ambientale del fiume Vomano», si legge in una nota della Provincia, «un progetto di circa 7 milioni di euro finanziato dal ministero dell’Ambiente e avviato nel 2010». La prima fase dell’intervento ha riguardato l’area che costeggia la provinciale 23, sotto il ponte di Castelnuovo Vomano. La seconda fase prevede interventi alla foce e potranno essere portati a compimento dopo la demolizione del cantiere. «Giovedì faremo un sopralluogo sui lavori che si stanno concludendo nell’area del ponte di Castelnuovo», dichiara il consigliere provincialen delegato ai fiumi Vincenzo Di Marco, «dove sono state realizzate delle briglie per limitare la velocità delle acque e arrestare il gradino di erosione. Subito dopo aver demolito il manufatto sulla foce si comincerà a lavorare per allargare l’area di deflusso recuperando quelle zone demaniali prima occupate da strutture. Il Vomano è diventato un caso di studio e letteratura proprio per i danni causati fra gli anni 60 e gli anni 90 da un’antropizzazione selvaggia e da interventi non sempre congruenti. Quella che si sta realizzando, quindi, rappresenta un’opera significativa rispetto ai problemi di natura idrogeologica dell’alveo».
Federico Centola
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