Rossi contro neri, pene ridotte in appello

Ridimensionato ulteriormente l’impianto accusatorio per gli scontri fra ragazzi di opposte fazioni. Quattro le assoluzioni
TERAMO. Quattro imputati assolti, pene ridotte per altri sette, condanne confermate per quattro. Dalla sentenza della corte d’appello dell’Aquila, pronunciata ieri dal presidente Fabrizia Ida Francabandera, esce ulteriormente ridimensionata – sia dal punto di vista processuale che nella ricostruzione dei fatti – la vicenda degli scontri tra giovani “rossi” e “neri” che si sono verificati negli anni scorsi a teramo. Tra il 2009 e il 2011 gruppi di ragazzi di estrema sinistra e di estrema destra si scontrarono in diverse occasioni, in una delle quali avevano danneggiato un bar del centro di Teramo. Secondo la procura i due gruppi formavano associazioni per delinquere che avevano programmato gli scontri per dare sfogo alla loro violenza politica, ma già la sentenza di primo grado pronunciata dal tribunale di Teramo nel 2013 aveva fortemente ridimensionato il quadro: caduta l’accusa di associazione per delinquere – la più grave – per tutti gli imputati, diversi di loro erano stati assolti, mentre alcuni degli episodi contestati erano stati ritenuti insussistenti.
Adesso la sentenza di appello sgretola ulteriormente le tesi accusatorie, ridimensionando le condanne e assolvendo altri imputati. L’impianto accusatorio non viene cancellato perché anche l’appello conferma che le risse ci furono, ma non erano pianificate: si trattava di scontri occasionali, anche ripetuti, e alcuni degli episodi contestati o non sono stati commessi dagli imputati o non sono avvenuti affatto.
In primo grado le condanne più dure erano toccate ai ragazzi di destra e in un certo senso anche la sentenza di appello riserva ai “neri” lo stesso trattamento, ma con pene molto più leggere e alcune assoluzioni. Vediamo ora nel dettaglio il dispositivo, suddividendo gli imputati nelle due fazioni politiche. Per quanto riguarda i “neri” Federico Di Francesco è stato condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione, mentre in primo grado la condanna era stata di 3 anni; Matteo Di Francesco condannato a 1 anno e 6 mesi (in primo grado 2 anni); Marco Rofi condannato a 1 anno e 10 mesi (in primo grado 3 anni e 6 mesi); Remo Ioannoni Fiore condannato a 1 anno e 10 mesi (3 anni e 6 mesi in primo grado); Alessandro Marini assolto (in primo grado un anno di reclusione).
Queste invece le decisioni della corte d’appello dell’Aquila per i cosiddetti “rossi”. Antonio Berlingieri, che pure non aveva presentato appello, assolto (in primo grado era stato multato di 200 euro); Francesco Salvi assolto (in primo grado multa di 200 euro); Matteo Di Paolo condannato a 9 mesi (in primo grado 1 anno e 6 mesi); Valerio Giannobile condannato a 9 mesi (in primo grado 1 anno e 6 mesi); Lorenzo Di Dionisio condannato a 10 mesi (in primo grado 1 anno e 7 mesi); Fabio Graziani assolto (in primo grado 1 anno e 8 mesi); Federico Cicconi condannato a 1 anno (pena confermata); Nicola Dolente condannato a 1 anno (pena confermata); Lorenzo Martinelli condannato a 1 anno (pena confermata); Antonio Di Carlo condannato a 1 anno (pena confermata). (e.a.)
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