Rotonda a Voltarrosto in ritardo di cinque anni

9 Novembre 2019

Voleva realizzarla D’Eustachio, proprietario di un’area adiacente alla statale 150 «Mi hanno detto che l’avrebbe fatta l’Anas, stiamo ancora attendendo»

ROSETO. «Che fine ha fatto l'idea della rotonda sulla Statale 150, a Voltarrosto, prevista da circa cinque anni?». A chiederlo è Carlo D'Eustachio, imprenditore, che possiede un terreno di 13.500 metri quadrati a ridosso della zona dove dovrebbe sorgere la rotonda.
Cinque anni fa fu lo stesso D'Eustachio a proporne la costruzione. «Per realizzarla devono espropriare un pezzo della mia proprietà», spiega D'Eustachio, «e proprio cinque anni fa proposi di realizzare questa rotonda, necessaria qui per la grande mole di traffico, visto che si intersecano la Statale 150 con via Santa Petronilla, a mie spese. La proposta fu rifiutata, e mi dissero che la Provincia di Teramo avrebbe provveduto alla sua realizzazione. Ora so che dovrebbe farla l'Anas. Ma io mi chiedo, perché hanno realizzato prima tre rotonde, di cui una totalmente inutile, e non questa?». Una delle tre rotonde che l'Anas sta realizzando sulla 150 vicino all'autostrada (i lavori sono quasi conclusi ormai), infatti, secondo molti cittadini e lo stesso D’Eustachio non era così necessaria, perché le due strade che si intersecano con la Statale 150, subito dopo il ponte dell'autostrada, a ovest, sono di campagna, dove è presente solo una casa e, di conseguenza, non c'è grande traffico.
«In realtà quella rotonda è stata realizzata dall'Anas», dice il consigliere di maggioranza, Giuseppe Di Sante, «per rallentare le auto provenienti da ovest, perché lì la velocità è molto alta». Appena si concluderanno i lavori delle tre rotonde, probabilmente a fine mese, l'Anas inizierà l'intervento per allargare il ponte sul Fosso Canale, un lavoro atteso da molto tempo dalla cittadinanza, che prima era in capo alla Provincia di Teramo. «Confermo che la rotonda a Voltarrosto, vicino la chiesa Santa Teresa di Calcutta», aggiunge Di Sante, «sarà realizzata dall’Anas».
D’Eustachio però parla anche del suo terreno, per il quale 10 anni fa presentò un progetto per la realizzazione di un centro commerciale e di un supermercato, che però non fu approvato. «E' una storia assurda questa, a mio avviso», conclude D'Eustachio, «prima l'investimento valeva 2 milioni e 200mila euro, ora ne vale solo un milione e 200mila euro. Tra l'altro il mio terreno, dove ci sono i capannoni e un edificio, è considerato agricolo, e per questo motivo non mi fanno costruire. Altri progetti vanno avanti in altre zone del territorio comunale, e il mio no».
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