Ruba l’identità alla zia, a processo

Campli, non era in regola e voleva incassare l’indennità di disoccupazione
CAMPLI. È accusata di essersi sostituita alla zia per ottenere un lavoro e la successiva indennità di disoccupazione. Un’accusa per la quale il gup Roberto Veneziano ha rinviato a giudizio la marocchina Saadia Barnoss, di 34 anni, per la quale il processo si aprirà il 17 dicembre davanti al giudice monocratico. Prosciolti invece la sorella e il cognato, accusati di aver aiutato la donna, priva di permesso di soggiorno, a spacciarsi per la zia ottenendo così lavoro disoccupazione. Per Giovanni Cavallucci, di 49 anni, e Chadia Barnoss di 29 anni, residenti a Campli, difesi dagli avvocati Giancarlo Falconi e Giuseppina Di Massimo, il gup ha infatti disposto il non luogo a procedere per non aver commesso il fatto.
La 34enne deve rispondere dei reati di sostituzione di persona e truffa ai danni dello stato, di cui erano accusati in concorso anche la sorella e il cognato. Secondo l’accusa, infatti, la donna «inducendo in errore personale dipendente dell’Inps di Teramo, con denuncia di lavoro domestico numero...», come si legge nel capo di imputazione, «Barnoss Saadia si sostituiva a... fornendo la carta di identità di quest’ultima, dichiarando di essere....e di lavorare presso la famiglia...».
La stessa cosa la donna avrebbe fatto nella sede Inps di Giulianova in sede di richiesta di Naspi (l’indennità di disoccupazione), ottenendone il pagamento. Accuse dalla quali adesso la donna dovrà difendersi nel corso del dibattimento. (a.m.)
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