Rubinetti a secco, proteste a Sant’Egidio

Il paese vibratiano paga i disagi della siccità e della maggior richiesta della costa. Il Ruzzo: «Non siamo in emergenza»
TERAMO. Alle porte del Ferragosto, con la costa invasa da decine di migliaia di turisti, è carenza idrica anche nel Teramano. Ma i disagi sono (quasi) tutti a Sant’Egidio alla Vibrata, dove termina la rete acquedottistica del Ruzzo con la sua particolare forma “a uncino” e dove la cittadinanza è in rivolta per l’acqua a singhiozzo dai rubinetti e per i casi di interruzione totale del servizio: centinaia le telefonate alla società e al Comune, altrettante le lamentele sui social.
Le segnalazioni arrivano in realtà da settimane, ma è di recente che il problema sembra essersi acuito. Ne è la dimostrazione il fatto che la Ruzzo Reti, che un mese fa minimizzava i problemi lamentati dagli utenti, nei giorni scorsi ha dovuto emettere un avviso di chiusura di tre serbatoi in Val Vibrata - quelli di Paolantonio di Sant’Egidio, Nereto centrale e Corropoli centrale - per le due notti del 5 e del 6 agosto dalle ore 23 alle 6, a causa «dei picchi dei consumi».
«Ci sono criticità, aggravate dalla siccità e dalle 200/250mila presenze turistiche sulla costa, ma non siamo davanti a una vera e propria emergenza e riusciamo a garantire un afflusso costante in tutti i comuni», spiega il direttore generale della Ruzzo Reti Pierangelo Stirpe, continuando: «Alcune zone della provincia, in particolare la Val Vibrata e Sant’Egidio, sono penalizzate dall’architettura della rete e la criticità. Qui in alcuni casi si rende necessario chiudere i serbatoio di notte per riempirli. I disagi sono minimi e li può percepire solo chi non ha l’autoclave». Il direttore generale conferma che il Teramano continua a garantire la fornitura di 120mila litri di acqua al secondo al Pescarese, l’equivalente dei consumi di una città come Montesilvano.
Stirpe ne ha parlato anche con il sindaco santegidiese Elicio Romandini che, vista la situazione e le proteste, nei giorni scorsi ha voluto incontrare i vertici della Ruzzo Reti e ha poi inviato una comunicazione alla cittadinanza, lanciando di nuovo il suo appello: «È una situazione difficile, dovuta a diversi fattori. Alla cittadinanza dico di non sprecare l’acqua corrente, che deve essere utilizzata solo per usi igienico-sanitari. Alla Ruzzo Reti, che sta compiendo correttivi sulla rete, ho chiesto le medie dei consumi degli utenti, così da poter individuare situazioni anomale. Servono controlli». Poi ancora il primo cittadino: «I maggiori disagi si registrano in zone come via Tronto, via Liguria, Marchesa e Passo del Mulino e nelle abitazioni senza autoclave. In centro, invece, i disagi si registrano nelle palazzine popolari, dove non ci sono serbatoi. Per questo ho chiesto e ottenuto dall’Ater e dalla stessa Ruzzo Reti la disponibilità a valutare interventi per dotarle di sistemi di accumulo dell’acqua».
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