Ruzzo, il bilancio votato da centrodestra e renziani

16 Luglio 2020

Il documento passa con 26 sì, D’Alberto e altri otto colleghi di area Pd escono dall’aula. Ora chiedono una riunione sull’attuazione dei piani e la gestione

TERAMO. Il bilancio del Ruzzo passa all’unanimità, ma con 26 sindaci presenti su 35. L’assemblea, riunita ieri pomeriggio per analizzare i dati contabili su cui nei giorni scorsi si è scatenata la guerra delle interpretazioni, ha confermato sia la maggioranza a sostegno del cda che le posizioni critiche. Il primo cittadino teramano Gianguido D’Alberto, che ha aspramente contestato la tenuta del conti dell’azienda acquedottistica, al momento del voto è uscito dall’aula, seguito da otto colleghi di area Pd, di cui alcuni non hanno partecipato fin dall’inizio. A dare il via libera al documento che riassume i dati riferiti al 2019, dunque, sono rimasti i sindaci di centrodestra e di Italia Viva comunque in linea con il giudizio positivo sulla gestione da parte degli attuali vertici del Ruzzo.
Il dibattito ha riproposto le contrapposizioni emerse alla vigilia della seduta. Nella relazione introduttiva la presidente Alessia Cognitti ha evidenziato i dati positivi del bilancio. A cominciare dall’utile di un milione di euro su cui non avrebbero influito, al contrario di quanto sostenuto da D’Alberto, i tre milioni incassati a compensazione delle bollette sospese per il sisma. L’aumento dei costi per i servizi non è dipeso dall’azienda, ma ad esempio dai maggiori controlli sull’acqua disposti dalla Asl, e comunque la tariffa pagata dagli utenti resta tra le più basse d’Italia nonostante i rincari. Anche la dotazione organica, con 279 dipendenti che diventano 284 in estate per il presidio notturno dei depuratori, compresi gli interinali, è in linea con le disposizioni degli enti d’indirizzo e controllo. Restano criticità, in particolare la scarsa liquidità, ma derivano dal passato. Il bilancio presentato dall’attuale gestione, in sostanza, indica una graduale ripresa dell’ente.
Per D’Alberto la lettura del documento contabile offre invece una fotografia del tutto diversa. Aumento dei costi operativi, indebitamento e rincari tariffari descrivono una situazione ai limiti del collasso. Il primo cittadino teramano, insieme ai colleghi di Controguerra, Sant'Omero, Castelli, Bellante, Mosciano, Crognaleto e Torano, in pratica il gruppo critico nei confronti dei vertici aziendali, hanno firmato una mozione per chiedere la convocazione di un’assemblea su attuazione dei piani d’ambito e industriale e sulla gestione al 30 giugno. «L’approvazione del bilancio ha messo da parte le polemiche politiche», afferma il sindaco di Campli Federico Agostinelli, «guardando al territorio e alla soluzione dei problemi».
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