Ruzzo: «Il debito è in calo Teramo 3.0 si sbaglia»

Il Cda della società acquedottistica replica alla lista civica del vicesindaco: «Contestazioni parziali e fuorvianti, scontiamo gli errori delle passate gestioni»
TERAMO. «Conclusioni parziali e fuorvianti». Il consiglio di amministrazione del Ruzzo replica così alle accuse di “Teramo 3.0”. Le contestazioni mosse dalla lista civica che in Comune fa parte della maggioranza ed esprime il vicesindaco, relative a perdite di bilancio, spese fuori controllo per il personale, abuso nel ricorso a lavoratori precari e distribuzione indiscriminata di premi e promozione, sarebbero il frutto di un’analisi superficiale dei bilanci degli ultimi dieci anni. A cominciare dall’analisi dei dati sui disavanzi di esercizio.
«Una lettura più attenta avrebbe dovuto far rilevare che buona parte delle perdite sono riconducibili a eventi manifestati solo negli ultimi anni», spiega il Cda guidato da Antonio Forlini, «ma che sono la conseguenza di decisioni e di una gestione attribuibili a chi, fra il 2005 ed il 2012, ha diretto la società acquedottistica». A titolo di esempio vengono citate le «partite pregresse, frutto di mancati riconoscimenti di costi da parte dell’Ente d’ambito» riferiti al 2014 e il concordato dell’Aca che hanno penalizzato i bilanci del Ruzzo ma «sono il frutto della inadeguata gestione dei crediti operata prima della riorganizzazione voluta fortemente dall’attuale Cda». Le contestazioni di “Teramo 3.0” sarebbero viziate, dunque, da «più di un’inesattezza». A differenza di quanto affermato dalla lista civica, infatti, «la massa debitoria è in costante discesa da cinque anni a questa parte».
Il Cda sottolinea tra l’altro che i dati contabili sono stati illustrati al sindaco Gianguido D’Alberto prima del recente varo del bilancio 2017. «Le scelte gestionali più rilevanti degli ultimi cinque anni sono sempre state oggetto di analisi, discussione e approvazione da parte dell’assemblea dei soci e, in varie occasioni, anche dell’Assi, l’assemblea dei sindaci per il servizio idrico integrato», fanno sapere i vertici del Ruzzo in riferimento anche alle osservazioni critiche sulla gestione del personale. «La pianta organica attualmente in vigore è frutto dell’approvazione del piano industriale da parte dell’assemblea dei soci, all’inizio del 2015, e, successivamente, della specifica approvazione dell’Assi, che ne ha sancito la riconoscibilità all’interno della componente tariffaria». Anche la proposta recentemente deliberata dal Cda, dunque, «dovrà seguire lo stesso iter prima della sua effettiva operatività». Legittime sarebbero quindi le assunzioni dei due dirigenti «in quanto necessarie a coprire pensionamenti, uno già avvenuto e uno imminente». Sui precari il Cda chiarisce che «non appena saranno chiariti alcuni dubbi interpretativi sul cosiddetto Decreto dignità, la società si muoverà, come sempre ha fatto nel recente passato, nel pieno rispetto delle norme e delle leggi».
Con la nuova pianta organica verrà ridefinito il fabbisogno di personale. «In attesa delle selezioni pubbliche, per quanto emergenziale, il ricorso al personale in somministrazione è indispensabile», fa sapere il Cda, «per garantire la continuità del servizio sia acquedottistico che di fognatura e depurazione». Anche le spese per i contenziosi con i dipendenti sarebbero conseguenza di scelte del passato, mentre sulle ultime delibere ci sarebbe stata una fuga di notizie «distorte e finalizzate al perseguimento di obiettivi squisitamente personali». (g.d.m.)
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