Ruzzo, l’Aca deve pagare cinque milioni

E’ la stessa cifra che l’acquedotto teramano deve restituire agli utenti nelle bollette, ma ci vorrà tempo per incassarli
TERAMO. Come e dove trovare risorse per abbattere quei cinque milioni di euro che la Ruzzo Reti deve rimborsare agli utenti teramani?
È questo il nodo da sciogliere per la società acquedottistica dopo la scoperta del maxi-conguaglio dovuto ad uno scostamento tra il tariffario dell’Aeeg (l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico) entrato in vigore quest’anno e le tariffe applicate invece dalla Ruzzo negli anni 2009, 2010 e 2011.
I vertici dell’azienda stanno cercando un’intesa con l’Authority e l’Autorità d’ambito per tentare di ridurre la somma che altrimenti andrebbe a gravare su un bilancio già provato da circa 80 milioni di euro di debiti. Una mano, in tal senso, potrebbe darla proprio l’Ato regionale agendo sugli ammortamenti e dunque su alcuni costi «storici» che gravano sulle casse della Ruzzo Reti. Risolutiva, invece, potrebbe essere l’altra strada, quella cioè di «spostare» sulla tariffazione – e a cascata quindi sul conguaglio – le morosità vantate dall’ente nei confronti di altre aziende. A partire dai cinque milioni di euro che la Ruzzo deve ancora incassare dall’Aca per l’acqua che dal Teramano arriva ai Comuni serviti dall’azienda acquedottistica pescarese.
Il debito riguarda il triennio tra il 2009 e il 2011, aspetto non secondario per la riuscita dell’intera operazione. «L’autorità nazionale», spiega infatti il presidente della Ruzzo Reti, Antonio Forlini, «consente di “caricare” sulla tariffazione le mororosità, ma solo quelle riferite al 2014». Dunque non il pregresso anche se, su quest’aspetto, sono ancora in corso delle verifiche con l’Authority. In ogni caso, spiega ancora Forlini, «il rientro di questo credito potrà avvenire solo dopo l’omologazione del concordato in bianco (cioè il ricorso presentato al tribunale con cui si esprime la volontà di presentare un piano ai creditori, ndr) che pesa sull’azienda pescarese».
L’omologazione dovrebbe avvenire nei prossimi mesi; a questo punto l’Aca dovrebbe tornare a pagare regolarmente le forniture d’acqua chieste alla Ruzzo e iniziare a saldare i debiti accumulati negli anni passati. La strada per tagliare il maxiconguaglio, insomma, appare al momento in salita. «Faremo di necessità virtù», taglia corto Forlini, «certo, se la somma dovesse restare questa, qualche investimento verrà tagliato ma situazioni del genere le abbiamo già affrontate e anche stavolta sarà così».
Magra consolazione, per il rimborso di quanto dovuto agli utenti teramani (il rimborso avverrà direttamente in bolletta sulla base dei consumi e con l’indicazione della somma restituita) è prevista la rateizzazione triennale con un esborso per le casse del Ruzzo che non dovrebbe superare il milione e mezzo l'anno.
Fabio Marini
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