Ruzzo, nuove rotture: rubinetti a secco

18 Marzo 2015

L’acqua da San Nicolò a Sant’Omero è tornata solo ieri in serata. Ancora senza Mutignano e diverse frazioni di Montorio

TERAMO. Tutta la provincia di Teramo è in frana. Non c’è giorno in cui non si allunghi l’elenco delle strade interrotte o dei centri rimasti senz’acqua.

L’acquedotto infatti risente molto delle frane, che rompono le condutture. Ieri mattina è stata la volta del “tronco Giulianova”, che si è rotto alle porte di Teramo, a Piane Pozzo di Fiumicino. I tecnici del Ruzzo sono immediatamente corsi sul posto e hanno lavorato fino a riparare la conduttura alle 15,30. L’acqua, lentamente, è così in serata ritornata nelle case di un’ampia zona rimasta a secco, dalla periferia di Teramo (ad esempio San Nicolò e Villa Falchini) a Bellante, Sant’Omero, Colle Imperatore di Mosciano, solo per citare alcune località. Lavori a buon punto anche sul tronco Cellino, dove però si sono verificate altre due rotture. Comunque sia, l’acqua sta tornando in alcune zone del martoriato territorio della vallata del Vomano.

Sorvegliato speciale, sempre, Pastino: la condotta rifornisce Teramo, Campli e Montorio. Ieri mattina c’è stato un sopralluogo del Genio civile. «L’obiettivo», spiega il presidente del Ruzzo Antonio Forlini, «è capire come proteggere dalla frana la conduttura. Certamente adesso non possiamo fare niente più di quello che è stato fatto, mettendo a nudo la conduttura per non farle pesare sopra la terra. Dobbiamo aspettare che la terra si asciughi e fare i sondaggi per capire che cosa si deve fare».

Senz’acqua ancora Mutignano di Pineto, che è servito dall’Aca: la conduttura, appena è stata riparata, si è rotta in un altro punto. «Stiamo intervenendo con le autobotti, grazie anche all’assistenza del Cip di Ascoli che ci supporta con la propria autobotte», afferma Forlini il quale ricorda anche che le altre frazioni di Montorio senza acqua da 12 giorni, Villa Vallucci, Case Vernesi e Altavilla, sono rifornite con le autobotti.

E in questa zona la protesta cresce. «Ci hanno riforniti di acqua due volte», ha raccontato Berardo Furia di Case Vernesi, «con due autobotti. Ma con 190 capi di animali solo a Case Vernesi, quell'acqua non è bastata neppure agli animali. E infatti lunedì abbiamo avuto acqua dalle 17.30 alle 19 e all'ultima casa del paese non è neppure arrivata». «Il sindaco si è adoperato», ha aggiunto Italia Di Giacomo di Villa Vallucci, «ma una cisterna di acqua non è stata sufficiente. E' durata solo un'ora. I bambini, le persone invalide e tutte le persone anziane che qui vivono sole come devono fare? Io sono disperata, ho due bambini. All'inizio abbiamo avuto pazienza, ma ora basta. Se non riescono a trovare la rottura, perchè vediamo che gli operai del Ruzzo stanno lavorando, almeno ci portassero due tre cisterne di acqua al giorno». Tonino Di Achille, altro residente di Villa Vallucci ha aggiunto: «La situazione è ormai pesante».

Il sindaco di Montorio Gianni Di Centa ha scritto proprio ieri mattina al prefetto e al Ruzzo, per informarli delle problematiche igienico-sanitarie che iniziano ad esserci dopo 12 giorni. E' stata allertata anche la Protezione civile.

E c’è pure chi sull’acqua ci specula. Cento euro per una fornitura da 75 litri. C’è stato qualcuno costretto a sborsare tale cifra per tamponare la lunga mancanza d’acqua nella zona di Atri e dintorni. L’episodio in questione, peraltro neppure isolato, si è verificato a Casoli, una delle più popolose frazioni di Atri, dove alcune persone hanno chiamato una ditta specializzata per far riempire i serbatoi delle proprie abitazioni. Dunque un’operazione commerciale, che quindi va sicuramente compensata, ma lascia senz’altro sbigottiti la somma richiesta.

Passando alle frane, ieri si è verificato un piccolo smottamento sulla Statale 80, all’altezza di Tintorale, in territorio di Crognaleto. I vigili del fuoco sono intervenuti per rimuovere un albero caduto sulla strada, poi è stata la volta dell’Anas.

Invece è una vera e propria voragine quella che si è aperta lungo la Statale 16 sul territorio di Roseto. L’episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri nella zona nord della città provocando molta apprensione tra i residenti del quartiere. Questo perché il buco è molto profondo, oltre che abbastanza ampio tanto da occupare quasi tutta la corsia stradale. Anche per questo motivo il traffico ha subìto dei rallentamenti dovuti proprio all’interruzione del tratto, dove i mezzi venivano sono costretti a procedere con molta cautela. Il problema aumenterà nelle ore notturne, visto che la voragine si trova proprio in mezzo alla trafficatissima Adriatica, anche se la voragine è stata transennata e adeguatamente segnalata. Intanto gli operai del Ruzzo sono intervenuti prontamente per verificare la causa dell’improvviso cedimento della sede stradale. (c.d.l.-f.ce.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA