Ruzzo Reti: «Tariffe più basse perché la gestione è buona»

23 Dicembre 2022

Respinte le accuse di D’Alberto: «Altro che società decotta Abbiamo diminuito costi e perdite e fatto investimenti»

TERAMO. Il consiglio d’amministrazione della Ruzzo Reti rispedisce al mittente le accuse rivolte alla gestione della società acquedottistica dal sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, prima nell’audizione in Regione davanti alla commissione sull’emergenza idrica e poi in una nota diffusa alla stampa. Per il cda le esternazioni del sindaco «non trovano alcun riscontro nella realtà gestionale; pertanto meritano di essere chiarite e respinte».
La Ruzzo Reti, dopo aver premesso che l’aggiornamento tariffario del servizio idrico integrato viene determinato dall’Ersi e non dalle società di gestione, rileva che «nel biennio 2022/2023, la tariffa nella provincia di Teramo ha subito una significativa riduzione, caso quasi unico nell’intero territorio nazionale. Ciò è stato possibile non certo in conseguenza di “operazioni contabili non strutturali”, come dichiarato dal sindaco, bensì grazie a una gestione accorta e virtuosa della società Ruzzo Reti Spa che ha da un lato diminuito i costi di gestione, dall’altro ridotto le perdite. In questo modo la società acquedottistica teramana ha potuto reperire le risorse necessarie per la copertura dei costi maggiorati a causa dell’aumento dell’energia elettrica superiore al 100% e per un incremento del tasso di inflazione mai riscontrato nell’ultimo ventennio».
Altro punto: «La proroga della concessione del servizio al 2027 non è servita come scrive il sindaco “a dare respiro alla Ruzzo Reti che al 2022 era di fatto una società decotta”. In realtà è stata una decisione presa dalla Regione non solo per Ruzzo Reti ma per tutte le società operanti nel territorio, al fine di riallineare le precedenti scadenze e garantire al contempo la possibilità di avere tempo e risorse sufficienti e necessarie alla realizzazione delle importantissime opere finanziate dal Pnrr, tra le quali merita menzione il nuovo potabilizzatore, realizzato dalla Ruzzo Reti, grazie al quale sarà possibile erogare milioni di metri cubi di acqua di ottima qualità a decine di migliaia di cittadini».
Il cda continua: «Quando il primo cittadino dichiara che “gli aumenti degli anni passati e le entrate straordinarie legate ai contributi per il cratere hanno portato, complessivamente, in soli due anni, circa 24 milioni di euro nelle casse della società. Un dato a fronte del quale la tariffa sarebbe dovuta diminuire almeno del 25%”, dimentica che le entrate straordinarie del cratere, così come stabilito dall’Arera, sono state già utilizzate per azzerare le bollette (quindi non una riduzione del 25% ma del 100%) degli utenti ricadenti nel cratere sismico per complessivi cinque anni (quinquennio 2016/2020). Ciò che auspicherebbe il sindaco, ovvero usare queste somme “liberamente”, è illegittimo. Le eventuali e residuali maggiori entrate, oltre a quelle provenienti dalle agevolazioni del sisma, sono state utilizzate per coprire i maggiori costi del servizio, soprattutto gli investimenti nel comparto acquedottistico, fognario e depurativo. Parliamo di più di 70 milioni di euro tra opere realizzate e programmate nel quadriennio 2020/23 per mantenere un servizio di assoluta qualità».
La Ruzzo Reti nega poi i “costi del personale superiori a 4 milioni di euro rispetto a quanto stabilito nel Piano d’ambito” sostenuti da D’Alberto e allega dati che evelano come i costi del personale nel quinquennio 2019-23 si siano ridotti di 1,6 milioni e siano calati nettamente anche quelli delle consulenze «senza che tali ottimizzazioni abbiano minimamente inciso sulla qualità del servizio».
Il cda conclude pungendo D’Alberto: «Tutte le lamentele espresse dal sindaco sono evidentemente il frutto di una scarsa conoscenza degli argomenti trattati. Resta, infine, il dispiacere per l’ostinato e permanente atteggiamento pregiudiziale del sindaco di Teramo verso la società Ruzzo fin dal suo insediamento. Siamo invece molto lieti che tale posizione si confermi largamente minoritaria».(red.te)