Ruzzo, scatta la caccia ai documenti perduti

L’Ato chiede gli atti di 905 lavori per 25 milioni eseguiti tra il 2007 e il 2009 Forlini: «Molti fascicoli riusciremo a ricostruirli». Rischia di pagare la società
TERAMO. Un archeologo che conduce ricerche negli archivi del Ruzzo. L’incarico l’ha conferito il presidente Antonio Forlini a un dipendente per cercare di ricostruire la documentazione mancante di una serie di opere pubbliche svolte nel triennio 2007-2009.
E’ questo l’effetto di una contestazione dell’Ato che da mesi ha chiesto la documentazione mancante di 905 appalti per un totale di 25 milioni di euro. «Il Ruzzo ha predisposto lettera di controdeduzioni all’Ato, inviata ieri (l’altroieri per chi legge, ndr)», dichiara Forlini, «infatti su alcune eccezioni che ci ha mosso l’Ato ci sono controdeduzioni da muovere. Ma è evidente che parte della documentazione è carente. Se ci fosse stata più attenzione nel passato, questi problemi non avrebbero dovuto esserci». All’epoca il Ruzzo era diviso in due società, la Reti e la Servizi, una presieduta da Pino Casalena e l’altra da Giacomino Di Pietro. Poi si riunirono sotto la presidenza di quest’ultimo.
«La mancata certificazione», spiega l’attuale presidente, «prende corpo da una convenzione fra l’Ato e il soggetto gestore, cioè il Ruzzo, che prevede tutta una documentazione per verificare gli investimenti realizzati. Nel passato questa cosa è stata trattata con un po' di leggerezza. Probabilmente anche l'Ato ora ha atteggiamenti più rigidi».
Fatto sta che ora il Ruzzo rischia grosso. Sarà determinante il risultato dell’attività dell’”archeologo” e quanti documenti riuscirà a recuperare. Compito di ricerca reso più difficile dal fatto nel frattempo molti impiegati che avrebbero potuto dare delle indicazioni sui diversi appalti sono andati in pensione.
Il rischio è grosso perchè per i lavori la cui documentazione è incompleta dovranno essere pagati con il bilancio del Ruzzo. «Quegli investimenti sono stati inseriti nella tariffa: la bolletta remunera cioè le spese sostenute per gli investimenti», chiarisce Forlini, «l'Ato potrebbe chiedere all'Authority (per l’energia, il gas e il sistema idrico, ndr) di togliere dalla bolletta la cifra corrispettiva. Confido che riusciremo a trovare la documentazione di gran parte dei lavori. In una ventina di giorni conto di fare chiarezza».
Certamente, minori saranno i lavori il cui importo non sarà riconosciuto dall’Ato, migliore sarà la situazione per le dissestate finanze del Ruzzo che ora, oltre al famoso buco di decine di milioni di euro, dovrebbe affrontare questo nuovo esborso. (a.f.)
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