S.Egidio, arresto bis per lo stalker

30 Novembre 2017

L’uomo è accusato di aver perseguitato la ex moglie: in un mese passa dai domiciliari al carcere

SANT’EGIDIO. Era agli arresti domiciliari dalla fine dello scorso ottobre con l’accusa di atti persecutori nei confronti della ex moglie. Secondo l’accusa, in un mese, il 53enne commerciante V.D.M. avrebbe violato più volte le prescrizioni impostegli dal gip, Roberto Veneziano, tra le quali il divieto assoluto di frequentare ed avere contatti con persone estranee che non coabitano con lui.
Le violazioni tempestivamente segnalate dai carabinieri del comando stazione di Sant’Egidio alla Vibrata, diretti dal luogotenente, Mario De Nicola, hanno portato la magistratura ad emettere il provvedimento di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti. La richiesta di inasprimento della misura personale è stata avanzata del sostituto procuratore Greta Aloisi.
Il commerciante di Sant’Egidio alla Vibrata questa volta è finito nella casa circondariale di Teramo. L’uomo, dopo la fine della convivenza, aveva iniziato a pedinare e importunare la donna procurandole uno stato di ansia e di timore. L’uomo, inoltre, in più circostanze incontrando un’amica della moglie, l’avrebbe aggredita verbalmente e accusata di essere stata la causa della sua separazione. Le avrebbe urlato contro dicendole che avrebbe ammazzato la moglie con una pistola. In un momento, inoltre, avrebbe aggredito fisicamente l’amica della moglie con i pugni. In altre occasioni avrebbe telefonato alla ex coniuge oppure le avrebbe inviato messaggi whatsapp ed sms con ingiurie ed offese.
Lo scorso settembre, inoltre, era arrivato a danneggiare l’auto dell’attuale compagno della moglie, rompendo i tergicristalli anteriori e posteriori ed entrambi gli specchietti retrovisori esterni. La vettura era posteggiata nel parcheggio condominiale in cui vive la donna.
Questo è quanto risulta ai carabinieri che avevano rimesso una prima relazione al pubblico ministero che aveva chiesto ed ottenuto la misura dei domiciliari. Ora, la violazione dei limiti imposti dal giudice Veneziano, come poi hanno accertato i militari, ha spinto lo stesso magistrato a disporre direttamente gli arresti in carcere a Teramo in accoglimento della richiesta del sostituto procuratore Aloisi. (a.d.p.)
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