S’indebita, tribunale salva imprenditrice

TERAMO. La crisi è arrivata, in particolare, con la pandemia e con i condomini che hanno cominciato a pagare in ritardo. Così una imprenditrice teramana titolare di una ditta individuale di pulizie...
TERAMO. La crisi è arrivata, in particolare, con la pandemia e con i condomini che hanno cominciato a pagare in ritardo. Così una imprenditrice teramana titolare di una ditta individuale di pulizie si è ritrovata ad aver accumulato 351mila euro di debiti soprattutto per il pagamento di contributi e imposte varie. Qualche giorno fa il tribunale di Teramo ha accolto la sua richiesta di rateizzazione del debito presentata facendo riferimento alla legge 3 del 2012, quella che per la cronaca è diventata la legge “salva suicidi” o “cancella debiti” nata proprio per rispondere alla reale difficoltà prevedendo la possibilità per i privati di saldare i debiti sulla base delle proprie reali disponibilità. Perché i debiti devono essere pagati, ma bisogna continuare a vivere con la garanzia dei diritti primari. Essenziale, nella valutazione che il tribunale fa del piano di rientro, rimane l’esame delle ragioni che hanno determinato il sovraindebitamento: sono bisogni essenziali o voluttuari?. Chiaro, in questo caso, il pronunciamento del collegio dei giudici (ufficio procedure concorsuali) presieduto da Carlo Calvaresi con Giovanni Cirillo e Ninetta D’Ignazio.
Dopo la pandemia la donna ha interrotto l’attività non più sostenibile economicamente ed è rimasta senza reddito e con una mole di debiti da pagare accumulati in particolare con le richieste di finanziamenti fatte per sopperire alla mancanza di liquidità. La donna, nella procedura, è stata assistita dall’avvocato Francesca Pizii. Gestore della crisi con funzioni di ausiliario è stato il commercialista Lorenzo Tullii.(d.p.)

