Saldi estivi, un bilancio in chiaroscuro

24 Agosto 2018

Per i negozianti il settore è ancora in sofferenza: «È necessario rivitalizzare il centro, serve un piano a lungo termine»

TERAMO. Un settore ancora in affanno, con i saldi che partiti a rilento, seppur con qualche eccezione, hanno portato qualcosa in più negli ultimi giorni, complice anche l’arrivo di qualche turista che ne ha approfittato per fare acquisti nei negozi cittadini. La foto del comparto in città, almeno secondo i rappresentanti di categoria, resta in chiaroscuro, con tante speranze riposte nella nuova amministrazione ed in particolare nel nuovo assessore al commercio Antonio Filipponi, con il quale i commercianti hanno già avuto alcuni incontri sottoponendo alla sua attenzione tutta una serie di problematiche e soluzioni. Perché un dato è certo. Se non si rivitalizza Teramo nel suo complesso, riportando le persone in città e restituendo al centro storico quel ruolo di “salotto” che ha perso da tempo, il futuro per le attività commerciali e produttive sarà tutto in salita.
«Il commercio a Teramo sta ancora soffrendo», sottolinea Dario Sfoglia, vicepresidente vicario di Confcommercio Teramo, nonché titolare di uno storico negozio teramano, «per i motivi che ben conosciamo. Per quanto riguarda i saldi, anche se non abbiamo ancora i dati definitivi, direi che sono in linea con lo scorso anno. Nel 2017 partirono bene e poi rallentarono strada facendo, quest’anno al contrario sono partiti un po’ a rilento e poi hanno ripreso soprattutto negli ultimi giorni, quando in città si sono visti dei turisti e hanno fatto anche un po’ di shopping». Anche quest’anno i ribassi si aggiravano tra il 30 e il 50 per cento, salendo in alcuni casi fino al 70%. E come da tempo non sembrano aver rappresentato una grande boccata d’ossigeno per i negozi teramani, che in molti casi sono rimasti aperti durante l’intero periodo estivo. Ovviamente con alcune eccezioni.
«Per quanto riguarda la mia attività i saldi sono andati abbastanza bene, non ci possiamo lamentare», dichiara Manuel Aceto, vicepresidente del consorzio shopping in Teramo centro e titolare di Mazzitti Moda, «in generale c’è stato un calo fisiologico ad agosto ma poi negli ultimi giorni si sono ripresi. Certo per il settore non è un momento facilissimo, se prima nel fare le cose ci mettevi, diciamo un’attenzione pari a 7, oggi per ottenere lo stesso risultato devi metterci un’attenzione maggiore. La questione è che Teramo deve tornare ad essere un capoluogo di provincia, il centro urbano deve tornare a rappresentare un’opportunità». Aceto sottolinea come ancora oggi molti teramani preferiscano spostarsi in periferia o anche nei comuni limitrofi per fare acquisti. Da qui la necessità, come sottolineato anche nei primi incontri con sindaco e assessore al commercio, di un piano a medio e lungo termine per rendere attrattivo il centro cittadino. «Quando dico che il centro deve tornare ad essere un’opportunità intendo che deve esserlo per tutti, soprattutto per i giovani», continua Aceto, «per questo è necessario lavorare in sinergia con l’Università e tutte le istituzioni che a vario titolo si interfacciano con la fascia d’età fino ai 40 anni».
Sulla stessa linea anche Antonio Topitti, presidente comunale di Confesercenti, che sottolinea come alcuni settori siano più in difficoltà di altri. «Nel mio comparto, quello delle librerie, è un disastro. In generale quest’anno c’è stata meno gente, si è lavorato di meno. E ha inciso anche la totale assenza di un calendario di manifestazioni. Il problema è che se non si rivitalizza la città, riportando in centro urbano tutte quelle attività che lo caratterizzano, a partire dalle scuole, e se non si riparte dall’edilizia residenziale riportando le persone a vivere a Teramo, non si potrà mai rilanciare il commercio. Teramo è ancora una città disabitata e non solo per le note vicende sismiche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA