Saldo Tari, partono i solleciti e i commercianti s’infuriano

Il comitato “Giulianova 365” accusa il Comune di non aver rispettato le promesse fatte in aprile «Altrove si possono rateizzare i pagamenti in caso di difficoltà e invece qui non è possibile»
GIULIANOVA. Il conto alla rovescia per il versamento dell’ultima rata Tari del 2014 è già partito. Il Comune ha infatti spedito il sollecito di pagamento e la messa in mora e se i commercianti non verseranno il dovuto entro quindici giorni dal ricevimento delle notifiche saranno costretti a versare l’importo maggiorato della sanzione del 30%. In questo caso inoltre, senza ulteriori avvisi, il Comune darà corso alla procedura di riscossione coattiva in un'unica soluzione dell’importo totale compresi la sanzione e gli interessi.
L’amara notizia è stata digerita male dagli aderenti al comitato Giulianova 365, che in una nota stigmatizza la decisione dell’amministrazione: «Le promesse hanno le gambe corte ma i commercianti giuliesi hanno buona memoria-. Non sono passati neppure sei mesi da quando il Comune di Giulianova è stato umiliato dai suoi commercianti su tutti i media locali e nazionali con la manifestazione dei “nasi rossi”, tanto che l’amministrazione fu costretta ad ammettere che la tassa sui rifiuti è cara e che il Comune avrebbe rispettato i tempi del ravvedimento operoso, ovvero non sarebbe stato inviato nessun atto in grado di impedire ai commercianti il pagamento dilazionato maggiorato con un piccolo interesse. Queste affermazioni furono fatte nell’aprile del 2015», ricorda il comitato delle partite Iva, «e tutti gli organi di informazione le avevano riportate raccogliendo l’orientamento espresso dall’amministrazione comunale in diverse occasioni pubbliche. Lo stesso Governo Renzi, in considerazione della difficile crisi economica che sta attanagliando il Paese, ha previsto un arco di tempo di tre anni per beneficiare del ravvedimento operoso, mentre a Giulianova la promessa è durata appena sei mesi, giusto il tempo di sistemare qualcosa o qualcuno, non certo amico dei commercianti».
Per molti operatori il pagamento della Tari è una vera e propria batosta. Alcuni di loro infatti dovranno versare cifre piuttosto alte, anche fino a diecimila euro. «Un’amministrazione eletta democraticamente ha il dovere di rappresentare tutti i cittadini», scrive ancora il comitato della partite Iva, «molti Comuni, Teramo in primis, hanno previsto nel regolamento la possibilità di rateizzare i pagamenti in caso di difficoltà e invece questo a Giulianova non è possibile e il Comune vuole incassare interessi enormi gravando sul tessuto produttivo. Oggi tutti devono sapere che con l’invio delle cartelle Tari da parte del Comune viene impedito ai commercianti di potersi avvalere delle agevolazioni anti-crisi promosse dal governo centrale. Sarebbe bastato un invito bonario, come quello promesso a suo tempo quando i commercianti hanno protestato scendendo in strada».
Mirella Lelli
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