Salini, il saluto della gente e dei politici

Folla a Pescara per i funerali del senatore e presidente di Regione e Provincia scomparso a 85 anni dopo una lunga malattia
PESCARA. Per ricordaci quello che succede intorno abbiamo bisogno più di facce che di numeri senza nome. Nella chiesa del Mare di Pescara l’addio all’ex presidente della Regione Rocco Salini si consuma tra il saluto della sua gente e quello dei tanti volti di una Prima Repubblica che solo la risacca del tempo riporta al presente. E se le parole dei tanti che sfiorano la bara asciugano ogni retorica istituzionale, le coincidenze di una giornata da referendum raccontano ancora di più i funerali del medico diventato prima uomo di spicco della Dc nella terra di Remo Gaspari e poi di Forza Italia. Ma prima di essere presidente di Provincia e Regione, senatore e sottosegretario, Salini, 85 anni, era, come lui stesso diceva sempre,«un medico di campagna».
In chiesa c’era soprattutto la gente della Val Fino, di quella Castilenti dove fino a qualche anno fa, prima che la malattia degenerasse, il medico Salini apriva lo studio all’alba. Perchè dalle 5 alle 8 lui riceveva i suoi pazienti e solo dopo diventava l’uomo delle istituzioni. «Il giuramento di Ippocrate», raccontava, «è quello più importante della mia vita». Poi era arrivata la politica, quella di una Prima Repubblica successivamente spazzata via. E ieri mattina molti nomi di quegli anni si sono ritrovati in chiesta per l’ultimo saluto a Salini: c’erano l’ex presidente della giunta regionale Vincenzo Del Colle, l’ex assessore regionale Domenico De Massis, l’ex assessore regionale Filippo Pollice. E ancora l’ex assessore regionale e attuale direttore generale dell’Arta (l’agenzia regionale per la tutela ambientale) Mario Amicone. C’erano nomi noti della sanità come Leonardo Mastropasqua, professore ordinario nella facoltà di medicina di Chieti, direttore del Centro Nazionale di Alta Tecnologia in Oftalmologia e nomi del mondo accademico come gli ex rettori Uberto Crescenti e Franco Cuccurullo. E anche il mondo dello sport a cominciare dai vertici del Pescara Calcio (Vincenzo, uno dei due figli di Salini, è medico del Pescara Calcio) con il presidente Daniele Sebastani. In chiesa anche il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Sul sagrato, a celebrare, don Vincenzo Amadio.
Con lui a fine funzione anche il parroco della chiesa degli Angeli Custodi di Pescara don Giuseppe Scarpone che ha tenuto a ricordare l’impegno di Salini nella realizzazione di una struttura per disabili. «Perchè il potere è un servizio» sussurra qualcuno nell’avvicinarsi alla bara per sfiorarla e nello stringere la mano dei figli Vincenzo e Luisa, della moglie Bruna. E nei tempi dei social restano le decine di post su Facebook a salutare per l’ultima volta «don Rocco, il nostro primo senatore».(d.p.)
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