Salta la variante Cosmo Il Pd: maggioranza a pezzi

Roseto, in consiglio comunale manca il numero legale e l’approvazione slitta Ma il sindaco replica: due consiglieri assenti per motivi personali, è tutto ok
ROSETO. «La non condivisione sulle scelte urbanistiche continua a mietere vittime tra le fila della maggioranza e della giunta»: è la chiave di lettura del Pd sulla mancanza del numero legale all’ultimo consiglio comunale che ha così impedito alla maggioranza di approvare una variante urbanistica della ditta Cosmo necessaria per realizzare un locale commerciale. «Si doveva discutere di temi urbanistici», incalza il segretario cittadino del Pd Simone Tacchetti, «e la maggioranza si è ritrovata orfana di due consiglieri». Secondo il segretario del Pd «Roseto non ha più una maggioranza in grado di governare la città», anche alla luce degli ultimi avvenimenti in seno alla maggioranza. «Nei mesi scorsi», è l’analisi di Tacchetti, «la lista Obiettivo comune è uscita dalla maggioranza e il vice sindaco (Alfonso Montese, ndc) si è dimesso, tra l’altro, in polemica con le scelte della maggioranza sul piano demaniale, lo stesso che, per essere approvato, ha causato le dimissioni di una consigliera (Stefania Foglia, ndc). Ieri (martedì, per chi legge ndc) è stata la volta di una variante al Prg a causare due diserzioni». Sul consiglio interviene anche Scelta Civica: «Le assenze nell’ultima seduta del consiglio comunale tra le fila della maggioranza hanno decretato la sconfitta politica di questa amministrazione», si legge in una nota, «ma hanno salvato la città da decisioni sciagurate e deleterie per la collettività in merito allo sviluppo e alla pianificazione urbanistica». «Si è trattato solo di assenza di due consiglieri dovuta ad impegni personali e di lavoro», è la precisazione del sindaco Enio Pavone, «che erano stati precedentemente comunicati e pertanto rientra nelle normali probabilità di mancanza di numero legale che, in tutte le amministrazioni locali e anche in Parlamento, si verificano senza destare particolare clamore. Se il Pd è contro le poche iniziative di privati imprenditori che hanno ancora il coraggio di investire», aggiunge Pavone, «lo andasse a spiegare alle migliaia di disoccupati che in questa città, ogni giorno, vanno alla ricerca di lavoro. Da parte nostra la condivisione dei temi urbanistici non è e non sarà mai negata, altra cosa è invece a chi spetta fare le scelte e prendere le decisioni, e questo tocca alla maggioranza delegata e scelta dai cittadini. Non risulta infatti al sindaco Pavone che vi sia stata condivisione su temi urbanistici quali la variante al Prg portata avanti dal Pd in assoluta solitudine, per ben 11 lunghi anni, nelle segrete stanze, costata alla collettività più di 400 mila euro e che non ha prodotto alcun beneficio per la nostra città».
Federico Centola
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