Saltano mercato e fiera di San Giuseppe

Queste le decisioni di D’Alberto, più drastico il sindaco di Giulianova. In ospedale tre persone: una con sospetto contagio
TERAMO. Niente mercato, almeno per sabato prossimo, e salta anche la tradizionale fiera di San Giuseppe che per quest’anno era stata programmata per il 15 marzo. Sono le decisioni assunte dal sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, al termine dell’incontro dei sindaci della provincia che si è svolto ieri pomeriggio in prefettura, in seguito all’emanazione del decreto del Governo per contenere il contagio da coronavirus. «La linea emersa», fa sapere D’Alberto, «è quella di mantenere il più possibile la pedissequa attuazione del decreto ed evitare decisioni a macchia di leopardo, ordinanze dei sindaci che rischiano di creare confusione tra i cittadini».
Ma non c’è stato un atteggiamento univoco da parte dei primi cittadini. «Qualche sindaco», aggiunge D’Alberto, «ha già adottato ordinanze legate a situazioni specifiche, ma per quanto riguarda l’amministrazione comunale di Teramo mi atterrò pienamente alle prescrizioni del decreto; l’unica misura su cui si sta lavorando, e che abbiamo già comunicato alla prefettura, è quella relativa alle fiere e ai mercati». E quindi, la fiera del 15 marzo è stata rinviata ad una nuova data che verrà definita e concordata con gli organizzatori, mentre il mercato del sabato verrà ripristinato solo quando il Comune riuscirà a riorganizzarlo rispettando la disposizione del governo che prevede il limite della distanza di un metro tra persone, durante eventi e manifestazioni. D’Alberto ha comunicato alla prefettura che sta lavorando ad una rimodulazione degli spazi, in modo da garantire la fluidità della circolazione e il rispetto della norma; lo faremo attraverso misure concordate con le associazioni di categoria che incontreremo già domani (oggi per chi legge, ndr) alle 9.30». Il sindaco fa sapere che non emanerà alcuna ordinanza specifica: quindi niente chiusura degli uffici comunali né riduzione dei servizi, ma solo un invito alla cittadinanza a limitare l’affluenza utilizzando di più il telefono. Niente divieti, quindi, ma D’Alberto intende favorire «una forte sensibilizzazione da parte di tutti perché si rispettino le prescrizioni, anche nei confronti di associazioni e attività sportive».
Come era già emerso ieri, molto più drastico l’approccio del sindaco di Giulianova Jwan Costantini, che ha emanato una nuova ordinanza con numerosi provvedimenti restrittivi. Tra questi la chiusura al pubblico degli uffici comunali, ad eccezione dell’anagrafe, la chiusura della sala di lettura della biblioteca Bindi, la chiusura dei quattro centri sociali per anziani e dei centri aggregativi per i minori (che possono comunque svolgere attività all’aperto), la chiusura di tutti gli impianti sportivi, dove sarà consentito lo svolgimento delle sole attività agonistiche comprensive di allenamento, stabilendo che le società dovranno provvedere ai controlli sanitari tramite il proprio personale medico. Il mercato di sabato prossimo non ci sarà.
Ieri all’ospedale di Teramo sono state ricoverate in osservazione tre persone, alle quali è stato fatto il tampone, ma solo per una di queste, una giovane donna tornata dal nord Italia, c’è il sospetto che possa essere stata contagiata. In città, la maggior parte delle palestre ha imposto il numero chiuso come misura di prevenzione; i cinema in città e provincia restano aperti, ma i posti a sedere saranno utilizzati a scacchiera in modo da lasciare almeno un metro di distanza fra uno spettatore e l’altro. (red.te.)
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