«Samira a 16 anni si prese la famiglia sulle spalle»

Un amico di Martinsicuro: quando tra i Lupidi esplose il dramma della madre la ragazza seppe occuparsi del padre e dei fratelli, era già matura e forte
MARTINSICURO. Adesso è una persona devastata, guardata a vista nel carcere dov’è reclusa perché dice che vuole morire e che la sua vita non è degna di essere vissuta. Ma prima di quel terribile martedì 17 novembre a Bradford, Inghilterra, in cui in preda a un raptus ha accoltellato a morte le figlie di tre e un anno, Samira Lupidi aveva affrontato e superato prove tremende sfidando la sorte avversa a viso aperto. Chi ha conosciuto la 24enne prima che lasciasse l’Italia con il compagno inglese non ha dubbi sulla sua solidità caratteriale.
«Tutto mi sarei aspettato, meno che Samira avrebbe messo in atto questo gesto». Queste le parole di un amico di Martinsicuro che ha visto da vicino i tanti problemi vissuti dalla famiglia Lupidi. L’uomo, che vuole restare anonimo, racconta al Centro: «Il padre Dario ha due lauree, quindi non era uno sprovveduto. È stato travolto psicologicamente dalla disgregazione della famiglia, che è cominciata quando in Brasile la madre di Samira, Maria, ha perso tragicamente il primo figlio, nato dal matrimonio con un brasiliano prima che lei venisse in Italia e conoscesse Dario. La donna è caduta in una forte depressione e a suo carico ci sono state denunce per maltrattamenti in famiglia fino a quando il tribunale dei minori le ha tolto la potestà sui figli. In primo grado è stata condannata per maltrattamenti, l’appello è ancora in corso, e c’è stata la separazione tra i genitori. Maria ha lasciato Martinsicuro e in questo periodo, aggravato da un forte stato di difficoltà economico, è venuta fuori la forte personalità di Samira, che allora aveva 16-17 anni ma è stata per gli uomini della famiglia, padre e due fratelli, Massimiliano e Alessandro, come una madre. Su di lei è pesato l’onere di portarla avanti e lo ha fatto con encomiabile impegno».
Secondo l’amico di famiglia «Samira ha dimostrato un carattere forte e propositivo che non mi avrebbe mai fatto neanche pensare che si sarebbe arrivato a questo. Era una ragazza con la testa sulle spalle, capace di accollarsi una famiglia in un momento nel quale non sono mancati gravi problemi, e tutto questo nonostante la giovane età. Samira, tra l’altro, alla fine ha perdonato la madre e ha recuperato un rapporto con lei, sia pure a distanza. L’averla cercata dopo quanto è successo dimostra che per lei c’è ancora amore».
Se la Corte di Bradford chiamata a giudicare il delitto di Evelyn e Jasmine accorderà alla difesa di Samira la perizia psichiatrica richiesta nella prima udienza, saranno degli specialisti a cercare di capire perché la mente di questa giovane mamma cresciuta in fretta è stata ottenebrata al punto da massacrare le creature che erano la cosa più preziosa della sua vita. La paura di perderle dopo la traumatica rottura con il compagno basta a spiegare l’estremo gesto? Il drammatico vissuto familiare quando era ragazza ha avuto il suo peso? Le risposte, adesso, non ce l’ha nessuno.(d.v.-s.d.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

