«Samira non era in sè quando ha ucciso»

Il processo alla mamma di Martinsicuro. Gli psichiatri: disturbo bipolare, non aveva più autocontrollo
MARTINSICURO. E’ una donna sola e spaventata «pensava di essere uccisa e che le bambine fossero prese da un pedofilo» quella che gli psichiatri raccontano nel tribunale di Bradford dove Samira Lupidi, la mamma 24enne di Martinsicuro, è a processo per aver accoltellato le due figliolette di tre e un anno.
Secondo i medici soffre di un disturbo bipolare, di un disturbo della personalità sviluppato nella sua infanzia quando avrebbe subito maltrattamenti. Una consulenza psichiatrica che serve alla difesa della donna, rappresentata da Angela Rafferty, per dire alla corte che la sua assistita al momento dei fatti non era capace di intendere e di volere. Chiede, infatti, l’avvocato allo psichiatra: «La donna era affetta da anomalia mentale quando ha ucciso?». La risposta è: «Sì, non aveva nessun autocontrollo e viveva un’errata interpretazione della realtà». E quando il rappresentante dell’accusa Peter Moulson chiede se un sentimento di vendetta possa agire come giustificazione nella mente di un killer, lo psichiatra risponde così: «Sì, ma quasi esclusivamente negli uomini, quasi mai in una donna». Ed è una giovane mamma che vive un’errata interpretazione della realtà quella che, dicono i medici, «già settimane prima del delitto è immersa in una dimensione tutta sua con la paura di essere uccisa insieme alla figlie». Samira, che ieri non era in aula, ha detto di aver ucciso per timore che il suo compagno le portasse via le bambine. Il duplice delitto è avvenuto il 17 novembre scorso nella casa famiglia in cui la donna era andata a vivere con le figliolette da meno di 24 ore. Il 16 novembre, infatti, Samira aveva chiamato la polizia dicendo che il suo compagno e padre delle bambine l’aveva picchiata e che la voleva uccidere. Ma sul suo corpo i poliziotti non avevano trovato nessun segno. Oggi nuova udienza.
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