San Nicolò, fondi a rischio per il palazzetto

Il gestore lancia l’allarme: «Abbiamo il finanziamento, ma il Comune non proroga la convenzione»
TERAMO . Il finanziamento per completare il palasport di San Nicolò c’è da maggio, ma rischia di sfumare. A lanciare l’allarme è Massimo Pompei, amministratore della Teramo Sport, società dilettantistica che gestisce l’impianto. Questa è stata ammessa a un finanziamento del Pnrr per la realizzazione della palestra, attualmente allo stato grezzo, e per l’acquisto delle relative attrezzature da annettere al palazzetto. Il costo per l’intervento ammonta a 872.836 euro, di cui 173.680 a carico della società come comunicato a maggio, secondo quanto riferisce Pompei, al sindaco Gianguido D’Alberto e all’assessore Alessandra Ferri. «Nella stessa nota veniva richiesto all’amministrazione comunale la proroga della scadenza della convenzione dal 2027 al 2031, requisito essenziale per l’ottenimento del finanziamento Pnrr», fa sapere il rappresentante della Teramo Sport, «ad oggi purtroppo non abbiamo avuto nessuna risposta, con il rischio concreto, a breve, di vedere cancellate tali importanti risorse per una struttura pubblica». L’amministratore della società che gestisce il palazzetto di San Nicolò, dunque, sollecita la decisione da parte del Comune.
«Si rende necessario, pertanto, ricevere risposta dall’amministrazione, senza trascurare di ricordare che l’inerzia che dovesse procurare la perdita di finanziamenti pubblici a fondo perduto può costituire anche ragione di responsabilità erariale», tiene a evidenziare Pompei, «anche a tale riguardo, si ricorda che si è in attesa di conoscere, altresì, la volontà dell’amministrazione in ordine agli interventi urgenti di riparazione del tetto e del parquet danneggiati dal maltempo e che di fatto rendono la struttura inutilizzabile». Si tratta di lavori non rinviabili per i quali la giunta ha annunciato soluzioni che, però, non si sono ancora concretizzate. «Il perdurante silenzio e quindi il ritardo nelle realizzazioni degli interventi straordinari di titolarità dell’amministrazione, determinano allo stato l’impossibilità per la concessionaria di assumere qualunque impegno contrattuale per garantire a terzi l’utilizzo dell’impianto», conclude Pompei, «il che, evidentemente, costituisce ragione di pregiudizio economico, che costringe sin d’ora a formulare ogni più ampia riserva di tutela anche a carattere risarcitorio. (g.d.m.)

