Sant’Egidio, il giudice dà ragione alla vigilessa

30 Aprile 2019

Il tribunale del lavoro accoglie il ricorso: non poteva fare il comandante Continua la guerra con il Comune, attesa a giorni la decisione sulle minacce

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. Nell’infinita guerra tra il sindaco uscente di Sant’Egidio alla Vibrata Rando Angelini e l’agente di polizia locale Loredana Camaioni arriva un primo stop dal giudice del lavoro Giuseppe Marcheggiani. Il magistrato, nell’accogliere un ricorso, ha dato ragione all’agente che ha sempre sostenuto di non aver assunto alcun incarico formale in sostituzione del comandante del corpo di polizia municipale. Nel ricorso al tribunale, infatti, l’agente ha evidenziato l’impossibilità di assumere l’incarico di comandante perché non in possesso dei requisiti necessari prevedendo il contratto collettivo, in questi casi, la procedura concorsuale o di mobilità di chi ha i titoli.
Il lungo ed estenuante braccio di ferro tra l’amministrazione Angelini e l’agente nasce dal 2013 quando, per pensionamento del comandante, la Camaioni essendo l’agente più anziana avrebbe dovuto temporaneamente svolgere le funzioni del tenente pensionato. Il regolamento di polizia locale prevede che l’agente più anziano adempia temporaneamente a svolgere le funzioni prima ricoperte dal più alto in grado, mentre il contratto collettivo dispone che per periodi più lunghi, l’ente debba nominare un comandante attraverso mobilità, concorso o altre forme stabilendo il livello ed il profilo giuridico (che è di categoria D mentre la vigilessa è un C). Si arriva al 2016, quando la Camaioni finisce sotto processo della Corte dei conti e viene condannata perché, a seguito della denuncia dell’ente nei suoi confronti, le vennero contestate le prescrizioni delle ordinanze e ingiunzioni che dovevano essere fatte per delle sanzioni inflitte dalla Asl e che la polizia locale doveva istruire, procedendo alla riscossione a favore del Comune. Questo perché, per il Comune la Camaioni era il comandante di fatto, mentre le stessa ha sempre sostenuto di non esserlo e di non poterlo essere per un tempo indeterminato ed indefinito.
Nel frattempo la guerra ha portato ad un irrigidimento dei rapporti fra amministrazione comunale e segretario tanto che le denunce vicendevoli sono fioccate portando la vigilessa a subire cinque procedimenti disciplinari. Nel frattempo la stessa ha controdenunciato: a giorni dovrebbero pronunciarsi sia il gip sulle minacce aggravate e l’oltraggio a pubblico ufficiale subito dalla vigilessa che la Corte d’appello sulla condanna in primo grado della Corte dei conti.
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