Sant’Egidio, imprenditore tessile condannato ai domiciliari per bancarotta
VAL VIBRATA. Fino alla chiusura nell’impresa che amministrava lavoravano una cinquantina di dipendenti ed era una delle aziende del settore tessile più note della Val Vibrata e del territorio...
VAL VIBRATA. Fino alla chiusura nell’impresa che amministrava lavoravano una cinquantina di dipendenti ed era una delle aziende del settore tessile più note della Val Vibrata e del territorio santegidiese. Poi la crisi, che ha coinvolto moltissime aziende del settore. Ora, Daniele Fillari, 53 anni di Sant’Egidio alla Vibrata, al termine del processo per bancarotta semplice è stato condannato a un anno e 4 mesi che dovrà scontare ai domiciliari.
Era finito sotto processo per aver sottratto beni all’impresa allo scopo di assicurarsi un ingiusto profitto, questa era l’accusa. I fatti avvennero nel 2012. Il provvedimento del giudice del tribunale dell’Aquila è stato notificato all’imprenditore dai carabinieri della stazione di Sant’Egidio alla Vibrata.
A Tortoreto, invece, i carabinieri della locale stazione hanno notificato un ordine di carcerazione ai domiciliari, emesso dal giudice del tribunale di Pescara, a carico di M.S., 52 anni residente a Tortoreto. L’uomo, infatti, deve scontare un anno dieci mesi e un giorno perché è stato riconosciuto colpevole dalla magistratura pescarese di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia per fatti commessi nel capoluogo adriatico. (adp)
Era finito sotto processo per aver sottratto beni all’impresa allo scopo di assicurarsi un ingiusto profitto, questa era l’accusa. I fatti avvennero nel 2012. Il provvedimento del giudice del tribunale dell’Aquila è stato notificato all’imprenditore dai carabinieri della stazione di Sant’Egidio alla Vibrata.
A Tortoreto, invece, i carabinieri della locale stazione hanno notificato un ordine di carcerazione ai domiciliari, emesso dal giudice del tribunale di Pescara, a carico di M.S., 52 anni residente a Tortoreto. L’uomo, infatti, deve scontare un anno dieci mesi e un giorno perché è stato riconosciuto colpevole dalla magistratura pescarese di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia per fatti commessi nel capoluogo adriatico. (adp)

