Sant’Egidio, in migliaia dicono addio a Federico

8 Novembre 2015

Chiesa stracolma per il funerale del 23enne morto giovedì sera in un incidente L’intero paese si stringe alla madre e ai due fratelli, già orfani del padre

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. A sostegno di mamma Loredana sono rimasti Simone e Paride. Al figlio più grande Federico, strappato alla terra da un tragico incidente, resta il compito di proteggerli da lassù. Attorno alla bara bianca adornata di rose ed anturium si sono radunate migliaia di persone. Quella chiesa che appena una settimana fa era in giubilo per accogliere il nuovo parroco del Sacro Cuore, don Luigino Scarponi, ieri ha spalancato l’imponente porta di bronzo per piangere un fratello e stringersi intorno a una famiglia sfortunata (il padre dei tre ragazzi è morto prematuramente per un malore). Sant’Egidio si è fasciata a lutto. Concittadini di ogni età hanno partecipato alle esequie di Federico Palantrani, morto a 23 anni in un incidente la cui dinamica è ancora al vaglio della polizia. Il caldo sole di San Martino non ha scaldato i cuori delle migliaia di persone che hanno reso l’addio al giovane. Non un rito funebre qualunque. A Federico Palantrani, ieri pomeriggio, gli amici hanno riservato un saluto speciale: le note del suo amato Vasco mentre in aria si libravano palloncini bianchi. A bordo piazza, altri compagni del 23enne hanno srotolato uno striscione con su scritto “Onoriamo un grande amico”. Poi un fragoroso applauso ha scandito gli ultimi istanti della giornata di mestizia vissuta a Sant’Egidio.

Ragazzo buono e amico di tutti, Federico Palantrani si è spento nel tragico ribaltamento del Fiat Qubo di un amico che stava guidando giovedì sera. L’incidente fatale per il 23enne santegidiese è avvenuto in un tratto rettilineo di via Aprutina. E’ andato a sbattere contro un palo prima di ribaltarsi. L’abitacolo del Qubo non ha retto all’impatto con l’asfalto e si è schiacciato nella parte anteriore. Federico Palantrani è morto sotto il peso delle lamiere accartocciate senza poter far nulla per salvarsi la vita.

Alex De Palo

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