Sant’Omero, c’è un piano per aprire il reparto Covid

Brucchi visita l’ospedale vibratiano e ribadisce che per ora non sarà toccato Ma intanto si programma l’eventuale creazione di venti posti letto di Infettivi
SANT’OMERO. Maurizio Brucchi ha visitato ieri mattina per la prima volta, da direttore sanitario della Asl di Teramo facente funzione, l’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero. La sua prima rassicurazione è stata che il piccolo gioiello della sanità vibratiana per ora resterà Covid free. Ma il suo giro ricognitivo, effettuato insieme al neo direttore sanitario di presidio, Angelo Mucciconi, «oltre ad essere un atto doveroso», ha detto, «è stato quello di verificare se il Val Vibrata possa sopportare o meno il possibile carico di pazienti Covid. Sant’Omero, mi piace ribadirlo, attualmente non è interessato da questo tipo di attività, ma noi dobbiamo farci trovare pronti qualora le esigenze lo imponessero».
Brucchi ha sottolineato l’importanza della rete costituita dai quattro ospedali provinciali e Sant’Omero diventa particolarmente strategico se si pensa che in parte sta già ospitando servizi e prestazioni degli altri presìdi e che in seguito potrebbe farsi carico di pazienti che necessitano di prestazioni sanitarie specifiche, fungendo da drenaggio per gli ospedali teramani sovraccarichi in questa fase emergenziale. Quanto alla medicina territoriale e all’esigenza di fare tamponi presto, il direttore sanitario afferma che «sono stati istituiti drive-in a Tortoreto, a breve a Campli, a Isola, Montorio e Roseto, e siamo pronti a crearne di nuovi se ce ne dovesse essere la necessità».
Dal canto suo Angelo Mucciconi ha già pronto il piano per affrontare l’emergenza Covid al Val Vibrata, nella malaugurata ipotesi dovesse servire, e lo rimetterà alla Asl di Teramo per le valutazioni. Sarebbero una ventina i posti letto disponibili, attivando di fatto una sorta di reparto Malattie infettive temporaneo. I locali sono adatti per garantire comunque accessi riservati e separati. «Al momento non se ne ravvisa la necessità», ribadisce Mucciconi, che al Val Vibrata, dove è primario del pronto soccorso, ha dovuto comunque studiare insieme ai tecnici un progetto ad hoc.
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