Sant’Omero, casa a fuoco Ustionati due pompieri

14 Novembre 2014

Il rogo causato da una sigaretta lasciata accesa dall’uomo che abita nell’alloggio La madre morì carbonizzata qualche anno fa in un altro incendio a Nereto

SANT’OMERO. Sua madre, tanti anni fa, è morta carbonizzata nell’incendio divampato nella sua abitazione di Nereto. Fortunatamente ieri mattina il figlio era uscito di casa prima che l’incendio divampasse nel suo alloggio. Colpa, presumono i vigili del fuoco, di una sigaretta lasciata accesa in camera da letto. E’ qui, infatti, che si sarebbero sprigionate le fiamme che hanno divorato muri, porte e arredi. Il rogo che ha distrutto ieri, intorno alle 9.30, un alloggio in via Duca degli Abruzzi a Sant’Omero ha dato un gran da fare ai pompieri che hanno impiegato tre ore per mettere in sicurezza il villino composto da due unità immobiliari. L’uomo, che vive nel piccolo alloggio adiacente all'altra unità immobiliare entrambe di proprietà del cognato, sarebbe uscito di casa senza spegnere la sigaretta. Le fiamme, poco a poco, si sono impossessate della camera da letto ed hanno divorato sia la dependance in legno che dà all’esterno del vecchio caseggiato che gli altri due vani (un cucinino ed un bagno) rendendo inagibile l’intero alloggio ma, per fortuna, non l’altro appartamento dove vivono la sorella ed il cognato. A dare l’allarme è stato proprio il marito della sorella che ha notato una colonna di fumo e le fiamme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Nereto ed un’unità anche da Teramo con autobotte e bombole di ossigeno per consentire ai pompieri di respirare nell’ambiente saturo di fumo dalla combustione degli arredi e dei suppellettili. I vigili del fuoco, pensando che all’interno fosse rimasto imprigionato l’occupante, hanno sfondato la porta ma l’alta temperatura ha provocato ustioni a due pompieri feriti al collo ed alla fronte. Solo per uno di loro, per fortuna, i medici del pronto soccorso dell’ ospedale “Val Vibrata” hanno stabilito una prognosi di otto giorni. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Nereto guidati dal luogotenente Amico Ventresca che hanno escluso l’origine dolosa del rogo riconducendola a quella accidentale. Ingenti i danni alla struttura ed agli arredi non più utilizzabili. Alcuni anni fa, la madre dell’uomo morì carbonizzata nella sua abitazione a Nereto per un corto circuito. Fu una disgrazia che colpì la comunità locale per la tragicità dell’evento. Il figlio, per fortuna, è scampato a quello stesso destino.

Alex De Palo

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