Sant’Omero, congelato dal Tar il dissesto finanziario del Comune

30 Gennaio 2015

I giudici accolgono la richiesta di sospensiva presentata dalle opposizioni e dall’ex giunta Pompizi Gli amministratori attuali non avrebbero verificato tutti i debiti prima di dichiarare il default

SANT’OMERO. Il Tar dell’Aquila ha accolto la richiesta di sospensiva della delibera, votata a maggioranza dal consiglio comunale lo scorso ottobre, con cui era stato dichiarato il dissesto finanziario del Comune di Sant’Omero. In sintesi, con ordinanza cautelare (il merito sarà discusso a dicembre 2016), è stata sospesa la delibera che ha portato ad insediarsi l’organo straordinario di liquidazione e che, di fatto, per ora, esaurisce il suo compito. A ricorrere è stata l’opposizione formata da Alessandra Candelori e Giorgio Di Sabatino, cui si sono aggiunti gli ex assessori Stefano Papa e Alfonso Di Battista oltre all’ex sindaco Alberto Pompizi. Pompizi e i suoi hanno avuto ragione, in questa fase, nel dichiarare evitabile la delibera di dissesto.

Quello che l’ente avrebbe dovuto fare e che non ha fatto era di procedere alla verifica di tutti i debiti e dichiararli, semmai, fuori bilancio. Solo poi, procedere alla delibera di dissesto. Alla base ci sarebbe la carenza istruttoria ma anche la mancata ricostruzione della filiera dei debiti per stabilire se fossero riconducibili all’ente locale. I presupposti della delibera di dissesto erano i debiti che non si potevano pagare ed il taglio dei trasferimenti. Taglio ridotto grazie al decreto Sblocca Italia che di fatto azzerava le sanzioni. Che dietro la scelta deliberativa ci fosse la volontà politica di screditare gli ex amministratori? La minoranza lo sospetta. Comunque sia l’amministrazione, che sul presupposto del default aveva aumentato tutti i tributi locali al massimo di legge, potrebbe revocare la delibera di dissesto in autotutela, approvare il bilancio di previsione 2014 e 2015 e riportare la pressione fiscale all’origine. Nel frattempo potrebbe procedere nuovamente alla ricognizione dei debiti e ricorrere alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, vale a dire spalmare per i prossimi dieci anni il monte-debiti maturato. Al Tar, l’opposizione era rappresentata dall’avvocato Carlo Costantini.

«Siamo rimasti senza parole nel leggere la pronuncia del Tar Abruzzo. Non è mai stata una nostra scelta, né nostro interesse deliberare il dissesto e le poche righe motivazionali dell’ordinanza vanno nella direzione opposta di quanto certificatoci, dall’ufficio finanziario, dal revisore dei conti e dal consulente esterno», sostiene la giunta in una nota. «Lo stato di dissesto è stato, in questi mesi, l’unico scenario rappresentatoci da tutti. In ogni modo abbiamo tentato di evitare il dissesto, anche ricercando soluzioni alternative, mai proposte dall’opposizione, ma in questi mesi di lavoro ci sono sempre state tagliate le gambe, soprattutto dall’organo di controllo esterno. Non vi sono casi simili in tutta Italia: il Tar Abruzzo sospende una delibera di dissesto, smentendo, seppur nella fase cautelare, organi tecnici».

Alex De Palo

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