Sant’Omero, il sindaco a un bivio: bilancio in perdita o scioglimento

31 Gennaio 2015

L’ordinanza del Tar che ha sospeso lo stato di dissesto finanziario apre uno scenario inedito in Italia Il primo cittadino Luzii attende chiarimenti dal prefetto e annuncia: in ogni caso non mi dimetto

SANT’OMERO. E ora che si fa? Il Tar dell’Aquila, che ha sospeso la delibera di dissesto del Comune di Sant’Omero affermando «che appare connotato da evidenti lacune istruttorie», tiene per il collo l’amministrazione del sindaco Andrea Luzii che si trova a dover decidere il da farsi. Di dimissioni volontarie, il giovane sindaco non parla, né valuta la possibilità. E prima ancora che la richiesta di liberare lo scranno di primo cittadino venga avanzata dall’opposizione, che ha ottenuto soddisfazione dal ricorso presentato al tribunale amministrativo contro la dichiarazione dello stato di dissesto, Luzii anticipa la risposta negativa. Ieri mattina, in conferenza stampa, il sindaco ha coperto il tavolo di carte: determine di pagamento di debiti del 2013, pareri tecnici di revisori, funzionari, esperti di contabilità, delibere e quant’altro serve a raccontare questi otto mesi di amministrazione.

«Sono atti ereditati di cui non ci assumiamo la paternità e di cui abbiamo preso atto, affidandoci e fidandoci di chi li aveva confezionati», spiega uno stupito Luzii che ancora strabuzza gli occhi nel leggere il dispositivo del Tar che lo condanna anche a pagare 500 euro di spese. La giunta non sa ancora se converrà ricorrere al Consiglio di Stato o se debba attendere delucidazioni dal prefetto Valter Crudo. La prefettura di Teramo non sta messa meglio: si trova di fronte ad un fatto nuovo nel panorama giuridico nazionale. Mai era accaduto (e quindi non si è formata giurisprudenza) un fatto simile. Il Tar ha rinviato per il merito a dicembre 2016. Nel frattempo che si fa? Pare comunque che Luzii debba convocare il consiglio comunale per approvare il bilancio di previsione 2014. Il cui tempo però è scaduto. Deve attendere la riapertura dei termini con decreto del prefetto? O può comunque convocare l’assemblea civica perché l’ordinanza del Tar nel frattempo ha riportato la macchina del tempo indietro di alcuni mesi, quindi a prima del 14 ottobre scorso, data del dissesto deliberato in consiglio? Cosa scriveranno i revisori dei conti e i funzionari contabili del Comune a supporto della costruenda delibera di bilancio?

Il paradosso è che, pur davanti al parere negativo dei revisori, Luzii si veda costretto ad approvare il bilancio comunque. E se non lo facesse potrebbe incorrere nello scioglimento del consiglio comunale per mancata approvazione dello strumento finanziario.

Il primo cittadino se la prende ovviamente con il predecessore Giovanni Pompizi e la sua maggioranza, ora all’opposizione in Comune. «Se l’attuale minoranza avesse approvato prima della fine della sua legislatura», dice ancora il sindaco Luzii, «il bilancio consuntivo 2013 e il bilancio previsionale 2014 ora non ci troveremmo in questa situazione e noi avremmo potuto evitare la dichiarazione di dissesto. Ricorderanno, infatti, di essere stati impossibilitati a convocare il consiglio perché il revisore dei conti aveva espresso più di una volta parere negativo. Ora chiedono a noi di caricarci di questa croce».

Alex De Palo

©RIPRODUZIONE RISERVATA