«Santa Lucia, campo pericoloso: va chiuso»
Cerasi, presidente dell’As Roseto: spogliatoi e docce fatiscenti e terreno di gioco troppo polveroso
ROSETO. «L’impianto sportivo di Santa Lucia va chiuso». A questa conclusione è giunto Camillo Cerasi, presidente della ‘As Roseto’, una società che si occupa della formazione calcistica dei giovani rosetani, cui è affidata anche la manutenzione della struttura in questione.
Secondo il dirigente, l’impianto non sarebbe adatto a ospitare le gare ufficiali delle formazioni giovanili perché il terreno di gioco è in terra battuta, quindi molto polveroso se non abbondantemente annaffiato prima di ogni partita. Non a caso proprio domenica scorsa, in occasione della gara tra le squadre di Roseto e Cellino, categoria Giovanissimi (14 anni, ma capita anche che a usufruire dell’impianto siano calciatori ancora più piccoli), la polvere eccessiva ha creato notevoli difficoltà ai calciatori in erba, alcuni dei quali con problemi di asma, scatenando le proteste dei genitori. «La stessa cosa si è verificata il giorno dopo alla nostra formazione Allievi e ai loro avversari di turno», denuncia Cerasi «ma la cosa grave è che il problema non si limita solo al terreno di gioco, bensì riguarda l’intero impianto, a partire dagli spogliatoi per finire alle docce e a tutto il resto, che ormai cade a pezzi, quindi ci sarebbe bisogno di interventi importanti sulla struttura, al di là della manutenzione ordinaria che di cui ci occupiamo noi».
In più di un’occasione, infatti, la struttura di Santa Lucia è stata al centro di polemiche a causa delle gravi carenze dell’impianto, sicuramente non adatto a bambini di 11 anni e oltre, tanto da suscitare le proteste dei genitori presenti, i quali avevano anche deciso di costituirsi in comitato per far sentire la propria voce al Comune. «Questa situazione, tra l’altro», dice ancora il presidente Cerasi, «non rappresenta certo un buon biglietto da visita per Roseto, ma anzi, la pessima impressione che hanno le varie squadre ospiti, si ripercuote negativamente anche sulla città stessa».
Più volte la Federcalcio ha applicato sanzioni alle società locali che usano l’impianto a causa «della mancanza di acqua calda e con gli spogliatoi in precarie condizioni di utilizzo», come si legge in una delle motivazioni. A Roseto ci sono oltre 30 squadre di calcio per 5 campi disponibili a metà, pertanto le società sono quotidianamente alle prese con problemi logistici. Gli impianti in questione, tutti comunali, sono, oltre al Santa Lucia, quelli di Cologna Paese, Piane Tordino, Patrizi e Fonte dell’Olmo. Federico Centola
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