Santa Petronilla: «Basta con il traffico senza controlli»

ROSETO. Santa Petronilla: un quartiere abbandonato a se stesso. A denunciare la situazione sono i residenti della zona, la cui prima preoccupazione è legata alla sicurezza, minata dall’elevato...
ROSETO. Santa Petronilla: un quartiere abbandonato a se stesso. A denunciare la situazione sono i residenti della zona, la cui prima preoccupazione è legata alla sicurezza, minata dall’elevato volume di traffico, soprattutto pesante, che transita nella strada che attraversa il rione. «Non ci sono più i dissuasori di velocità», dicono i residenti, «e la strada costituisce un’arteria molto trafficata, anche da numerosi mezzi pesanti, che taglia in due un intero centro abitato lambendo anche una scuola elementare e un asilo. Peraltro la strada non è dotata di marciapiedi o piste ciclabili e non è raro vedere pedoni sfiorati da vetture che viaggiano totalmente incontrollate (non si vede un autovelox da anni) ad alta velocità».
La strada che attraversa il centro abitato è molto trafficata giorno e notte perché rappresenta lo svincolo naturale che collega la Ss 16 con la Ss 150, oltre che una scorciatoia per chiunque voglia raggiungere la zona artigianale di Pineto-Atri. Il problema del traffico è stato portato in più di un’occasione all’attenzione delle varie amministrazioni comunali nel corso degli anni.
Ma non è l’unico, perché ci sono poi i rischi cui sono sottoposti quotidianamente i bambini che frequentano la scuola elementare e materna del quartiere. «La scuola sorge nei pressi di un’azienda di abbigliamento chiusa da anni e diventata nel tempo rifugio per animali abbandonati», sottolineano i genitori, «e ogni mattina i bambini che entrano a lezione camminano su un manto di cibo per gatti ed escrementi. I gatti ricevono abbondante cibo da alcune persone e quindi si riproducono in abbondanza e questo sta creando una situazione pericolosa dal punto di vista igienico-sanitario». Di notte gli animali si ritrovano nel giardino della scuola, lo stesso che dovrebbero utilizzare i bimbi per i loro giochi, i quali invece sono costretti a rimanere nelle rispettive aule a causa della sporcizia accumulata all’esterno. (f.ce.)
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