Sant’Egidio, perseguitano i vicini di casa: condannati padre 80enne e figlio

Inflitta una pena di otto mesi ciascuno. Vessazioni e continue minacce di morte: «Vi tagliamo la testa». Le vittime sono una donna e il marito invalido. Disposta una provvisionale esecutiva di 3mila euro
TERAMO. Dai rumori molesti (colpi con bastoni in casa) alle minacce di morte «Vi tagliamo la testa» fino alla segnalazione di violazioni rivelatesi tutte inesistenti: c’è tutto il repertorio da codice penale nell’ennesimo caso di stalking tra vicini di casa scandito da una sentenza di condanna di primo grado. Sotto accusa sono finiti padre e figlio (il primo di 80 anni e il secondo di 47 entrambi di Sant’Egidio alla Vibrata) che sono stati condannati a otto mesi ciascuno, al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di tremila euro in favore di ciascuna delle due parti civili con sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento della provvisionale. Parti offese nel procedimento una coppia di coniugi che si è costituita parte civile rappresentata dall’avvocato Carlo Antonetti. Gli imputati sono stati difesi dall’avvocato Eugenio Galassi.
La sentenza è stata emessa dalla giudice Claudia Di Valerio al termine di una istruttoria dibattimentale nel corso della quale sono stati sentiti numerosi testi sia dell’accusa sia della difesa. Secondo l’accusa della Procura (fascicolo della pm Enrica Medori), padre e figlio per anni avrebbero perseguitato la coppia di inquilini residente nello stesso condominio con atti «consistenti», si legge nell’avviso di conclusione delle indagini, «nel rimproverarli ripetutamente di provocare rumori e odori sgradevoli derivanti dalla cottura di alimenti, di rubare la corrente condominiale, di aver abusivamente adibito un garage a cucina, avanzando diverse istanze volte ad ottenere controlli in tal senso dalle autorità preposte – controlli che hanno accertato sinora l’assenza di qualsivoglia violazione – procurando loro rumori molesti, colpendo con bastoni ed arnesi parti condominiali o tappeti, minacciando i coniugi di tagliargli la testa». Con l’aggravante di aver agito anche a danno di un invalido viste le condizioni di uno dei coniugi. L’inchiesta è scattata nel 2022 dopo una denuncia della coppia preceduta da una richiesta di ammonimento al questore.
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