Santoleri, il processo resta a Teramo

Respinte le eccezioni, parte civile anche l’associazione Penelope. Le difese: consulenze psichiatriche per i due imputati
TERAMO. Ci sono volti che non si dimenticano. Quello di Giuseppe Santoleri che entra in aula non ha niente a che fare con le immagini viste fino ad oggi. Non si sottrae a flash e telecamere e forse pensa di trovare il figlio Simone. È un attimo senza tempo quello in cui alza lo sguardo. Sarà l’unica volta in un’udienza scandita, così come di routine in apertura di un processo, da eccezioni preliminari e ammissione dei mezzi di prova.
Davanti alla corte d’assise presieduta da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano con i sei giudici popolari più i due supplenti) Giuseppe Santoleri è imputato insieme al figlio Simone (che ha scelto di non essere in aula) per l’omicidio della ex moglie e mamma Renata Rapposelli, la 64enne pittrice di origine teatina il cui corpo è stato ritrovato in una scarpata di Tolentino. Poche le eccezioni sollevate dai difensori (gli avvocati Gianluca Reitano e Gianluca Carradori per Simone e Alessandro Angelozzi per Giuseppe) e tutte respinte dalla corte. A cominciare da quella sulla competenza territoriale giuridica visto che, sostiene la difesa, il corpo della donna è stato trovato nel Maceratese e visto che, sempre secondo i legali, le prime audizioni di padre e figlio sono avvenute davanti ai pm di Ancona. Tecnicismi giuridici che si trascinano da quando, dopo il passaggio del caso dalla Procura di Ancona a quella di Teramo, c’è stata una seconda ordinanza di custodia cautelare per i due emessa proprio da un gip del tribunale teramano. Il processo resta a Teramo.
Respinte anche le eccezioni sollevate in merito alla costituzione di parte civile dell’associazione Penelope che si occupa di persone scomparse e che, all’epoca della sparizione della Rapposelli, venne coinvolta da alcuni amici della donna. L’associazione, ha stabilito la corte, sarà parte civile (rappresentata dall’avvocato Federica Guarrella) insieme all’altra figlia di Giuseppe e Renata (sorella di Simone) che da tempo ha interrotto i rapporti con i familiari e che in questo procedimento è assistita dall’avvocato Anna Maria Augello. Per ora entrano tutti i 59 testi citati dalla Pubblica accusa rappresentata dal pm Enrica Medori con i primi otto citati già per la prossima udienza del 21 febbraio.
La Corte ha ammesso tutti i mezzi di prova tra cui anche le intercettazioni ambientali e telefoniche e per questo già nell’udienza del 21 è previsto il giuramento del perito a cui sarà affidato l’incarico della trascrizione. Le difese hanno annunciato che nei prossimi giorni padre e figlio incontreranno i loro consulenti per essere sottoposti a degli accertamenti: per Simone Alessandro Meluzzi e Juri Canfora per Giuseppe Angelo Marco Barioglio di Ascoli. Gli avvocati hanno più volte ribadito che non si tratta di una perizia psichiatrica, ma di accertamenti sulle condizioni di salute dei due con il padre che accusa il figlio di aver soffocato la donna e di averlo minacciato per farlo tacere.
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