Santoleri junior trasferito a Pescara «Era incompatibile»

Simone ha lasciato l’istituto penitenziario di Lanciano La decisione presa dopo dissidi con altri detenuti
GIULIANOVA. È la seconda volta, in poco più di un anno mezzo, che cambia carcere. Simone Santoleri, a processo con il padre Giuseppe per l’omicidio della mamma Renata Rapposelli, ha lasciato l’istituto penitenziario di Lanciano per quello di Pescara. Nel carcere della città adriatica è arrivato più di un mese fa su diretta disposizione del Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Una decisione che, secondo alcune fonti, sarebbe stata presa in seguito a presunti questioni di incompatibilità tra Santoleri e altri reclusi nel carcere lancianese.
Inizialmente detenuto nel carcere teramano di Castrogno insieme al padre, Santoleri è stato trasferito in quello di Lanciano nell’aprile del 2018, qualche mese dopo l’arresto.
Intanto a fine settembre altra udienza del processo in corso davanti alla Corte d’assise presieduta da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano) con l’audizione di nuovi testi, mentre è in corso la perizia psichiatrica disposta dal tribunale.
Simone, e fino a qualche mese fa anche Giuseppe, ha sempre respinto ogni accusa sostenendo che quel 9 ottobre del 2017 ha incontrato la mamma a Giulianova ma poi il padre ha accompagnato l’ex moglie a Loreto e qui lasciata. Una versione a lungo ribadita da padre e figlio, fino a quando il padre ha accusato il figlio di aver soffocato la mamma e di averlo costretto a tacere.
Di diverso avviso, sin dall’inizio della vicenda, inquirenti e investigatori di due Procure: quella di Ancona prima e quella di Teramo dopo il passaggio per competenza territoriale. La donna, secondo l’accusa, sarebbe stata uccisa nel primo pomeriggio dopo essere arrivata a Giulianova per vedere ex marito e figlio, soffocata al termine di una lite per questioni economiche, con il corpo nascosto in auto e scaricato sulle rive del Chienti, a Tolentino.(d.p.)
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