Sanzionati ristoranti e pescherie: «Origine dei prodotti non chiara»

29 Dicembre 2021

Multe per 13mila euro e sessanta chili di pesce sequestrati tra Giulianova, Roseto, Alba e Teramo Il comandante Sutera: «Attività finalizzata alla tutela del consumatore e degli operatori in regola»

TERAMO. Sanzioni amministrative per 13mila euro e 60 chili di pesce sequestrato: il bilancio dell’operazione Atlantide condotta sull’intero territorio teramano dalla capitaneria di porto di Giulianova in collaborazione con gli uffici Locamare di Martinsicuro, Tortoreto, Roseto e Silvi sotto il coordinamento della direzione marittima di Pescara. Le verifiche della polizia marittima sono state svolte sia in mare sia in pescherie, supermercati e attività di ristorazione.
Nel dettaglio sono state riscontrate irregolarità in materia di tracciabilità del prodotto ittico in alcune pescherie nel territorio teramano e rosetano, oltre che in ristoranti giuliesi e di Alba Adriatica; rinvenuti in ambito portuale circa 30 chili di esemplari di pesce spada, di cui alcuni sottomisura, occultati a bordo di un'autovettura privata e che probabilmente sarebbero stati destinati alla ristorazione: sanzionati, in questo caso, conducente dell'auto e comandante del peschereccio da cui proveniva il prodotto non dichiarato.
Dice Daniela Sutera comandante della guardia costiera di Giulianova: «Si tratta di un’attività prevalentemente di controllo che viene messa in campo in occasione delle feste quando il consumo del prodotto ittico è particolarmente sensibile. Un’azione principalmente preventiva a difesa dei consumatori e dei commercianti che svolgono il loro lavoro con meticolosità, professionalità e nel rispetto delle regole di conservazione e di tracciabilità dei prodotti destinati all’uso alimentare».
Gli esemplari di pesce spada sequestrati sono donati in beneficenza all’Asp2 Teramo per le mense delle due realtà presenti a Casoli di Atri e Giulianova, ovvero “Rurabilandia”e Istituto Castorani. Aggiunge il tenente di vascello Sutera: «E’ chiaro che il nostro compito non si esaurisce con l’operazione Atlantide che ha portato dei buoni risultati. Intensificheremo i controlli cercando di tenere sotto attenzione l’aspetto alimentare, ma anche quello ambientale. Si tratta di due aspetti diversi, ma in qualche modo contigui».
Nella nota diffusa viene sottolineato come i numerosi controlli eseguiti, sia alla fonte che sulla rete commerciale, abbiano fatto emergere diverse irregolarità per cui sono scaturite delle sanzioni. In alcuni casi le irregolarità sono scaturite dall’impossibilità, per i commercianti, di dimostrare la provenienza dei vari tipi di pescato presenti sui banchi della vendita. Le attività di controllo hanno avuto inizio nei primi giorni di dicembre e si sono protratte per circa venti giorni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA