«Saremo parte civile nel processo Tercas»

6 Settembre 2014

Annuncio della Federconsumatori in rappresentanza di 420 piccoli azionisti che vogliono recuperare i propri risparmi

TERAMO. Sono 420 i risparmiatori che si sono rivolti alla Federconsumatori Abruzzo per le azioni di tutela avviate contro l’azzeramento dei titolo azionari emessi dalla Tercas. Di questi contatti 308 hanno proseguito inviando alla banca la lettera di reclamo e andranno avanti nel percorso legale. Si tratta, per loro, di un valore complessivo di oltre 7milioni e 3mila di euro di titoli andati in fumo. Il punto sullo stato di avanzamento delle azioni di tutela è stato fatto nel corso di una conferenza stampa convocato dal presidente di Federconsumatori Ernino D’Agostino alla presenza dei legali Massimo Cerniglia e Renzo Di Sabatino che stanno assistendo gli azionisti distribuiti per 281 casi in provincia di Teramo e 27 casi in altre province.

Da una prima scrematura delle istanze al vaglio dei consulenti è emerso che in oltre l’85% dei casi ci sarebbero irregolarità e criticità che rendono possibili le azioni giudiziarie di tutela. Ieri intanto sono stati avviati i primi incontri con i risparmiatori per valutare nel dettaglio le modalità di presentazione dei ricorsi, ma anche per raggruppare in gruppi di classi omogenee i possessori di piccoli pacchetti azionari per ridurre i costi delle iniziative legali non essendo percorribile per ragioni cronologiche lo strumento della class action.

D’Agostino tuttavia ha puntualizzato che resta fermo l’intento di negoziare con Banca Popolare di Bari, il nuovo proprietario della Tercas che subentrerà ufficialmente il 30 settembre prossimo, soluzioni basate su eventuali procedure conciliative o su accordi transattivi importanti per evitare i tempi delle azioni legali. Parallelamente a questo binario la Federconsumatori ha annunciato che se ci sarà il rinvio a giudizio per gli indagati, chiederà di essere ammessa a costituirsi parte civile, in rappresentanza dei risparmiatori, nel procedimento penale a carico dei presunti responsabili del dissesto – tra gli indagati ci sono l’ex presidente Lino Nisii e l’ex direttore generale Antonio Di Matteo – che ha provocato passività per quasi 600 milioni di euro. Nel merito dei casi, i legali di Federconsumatori Cerniglia e Di Sabatino sono tornati a puntualizzare le direttrici su cui si muoverà l’azione di tutela. Da un lato infatti c’è il problema del collocamento di massa di quelle azioni Tercas avvenuto verso i cosiddetti “risparmiatori retail”, persone alle quali sono state vendute azioni della banca senza valutare correttamente – come impone la legge che regola le transazioni finanziarie – il loro profilo di rischio: si tratta nella maggior parte dei casi di risparmiatori che avevano bassa propensione al rischio, un profilo che non si conciliava con l’acquisto di titoli illiquidicome quelli della Tercas, ovvero azioni che non essendo quotate in mercato regolamentato non potevano essere rivendute facilmente, ma solo ad altri azionisti. Per i legali di Federconsumatori sussiste il modo di dimostrare l’inefficacia delle segnalazioni di inadeguatezza fornite dalla Tercas sulla base di inadempimenti formali a quanto prescritto dal testo unico finanziario.

Per i legali sarebbero inltre evidenti anche delle illiceità in relazione ai titoli Tercas spacciati per pronti conto termine, ceduti dalla banca con l’impegno di riacquistarli entro un anno con interessi superiori del 3-4%. In questo caso sono 12 gli azionisti coinvolti in questa azione legale che hanno acquistato pacchetti dal valore che va dai 200 ai 300mila euro. Per loro gli avvocati chiederanno l’annullamento dell’acquisto e il rimborso della somma con interessi e rivalutazioni.

Marianna De Troia

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