Savini, sì al progetto post-sisma: la nuova scuola avrà 609 posti

Arriva il nulla osta degli enti interessati all’intervento di riparazione e consolidamento da 9,3 milioni D’Alberto e Di Marcantonio: «Passaggio fondamentale per riportare gli studenti in centro storico»
TERAMO . Dopo la scuola San Giuseppe, anche la Savini si avvia verso l’attesa ricostruzione post-sisma. Ieri, con la conferenza dei servizi, si è fatto un ulteriore passo avanti che porterà entro pochi mesi ad aprire il cantiere. Le risorse per l’edificio del centro storico sgomberato dopo il sisma 2016 sono state raddoppiate rispetto all’iniziale stima e stanziamento. Un destino simile, nell’iter e nella rivalutazione delle risorse, a quello della vicina San Giuseppe dove appena sabato scorso sono ufficialmente iniziati i lavori. La conferenza dei servizi di ieri è stata presieduta dal sub commissario alla ricostruzione Fulvio Soccodato ed è stata necessaria ad acquisire il parere di tutti gli enti interessati al progetto di adeguamento sismico e impiantistico dell'edificio. Infatti all’incontro hanno preso parte i rappresentanti di Soprintendenza, vigili del fuoco, Asl, settore urbanistico-edilizio del Comune di Teramo, 2i Rete Gas e Usr. L’esito è stato il via libera al progetto, che ha ottenuto tutti i pareri favorevoli, compreso quello di congruità tecnico-economica da parte dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e relativo all'aumento del finanziamento dagli iniziali 4,4 milioni di euro ai 9,3 milioni. Incremento che adesso dovrà essere oggetto di un apposito decreto cui seguirà l’indizione della gara d’appalto. Stando al cronoprogramma, i lavori dovranno terminare entro 720 giorni dall’avvio del cantiere e, una volta terminato l’intervento, la scuola potrà ospitare, tra studenti e personale scolastico, fino a 609 persone. «Si tratta di un passaggio fondamentale al quale seguirà, adesso, l’approvazione finale dell’esecutivo, propedeutica all’indizione da parte degli uffici della relativa gara d’appalto», sottolineano il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessore ai lavori pubblici Marco Di Marcantonio, «con l’avvio del cantiere nei tempi che ne consentano, come da impegni assunti, l’allineamento con l’intervento sulla San Giuseppe. Come amministrazione abbiamo deciso con convinzione di riportare le scuole in centro storico e per questo, contrariamente a quanto deciso dai nostri predecessori, abbiamo lavorato per riaprire la Savini e restituirla alla sua funzione di scuola. Proseguiamo nel percorso di sistemazione di tutti gli edifici scolastici del territorio, con un cronoprogramma definito e che ci consentirà di restituire alla città scuole sicure e funzionali», concludono gli amministratori comunali.
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