Sbranchella: lista saltata per le pressioni esterne

20 Maggio 2018

CIVITELLA DEL TRONTO. A seguito della mancata presentazione di una lista che avrebbe dovuto vederlo come candidato sindaco, il docente civitellese Andrea Sbranchella ha inviato una lunga nota per...

CIVITELLA DEL TRONTO. A seguito della mancata presentazione di una lista che avrebbe dovuto vederlo come candidato sindaco, il docente civitellese Andrea Sbranchella ha inviato una lunga nota per dare la propria versione dei fatti.
«Verso la metà del mese di aprile», scrive, «è maturata, da parte delle forze di opposizione e di gruppi correlati, la volontà di convergere sul mio nome come candidato sindaco. Consapevole del brevissimo tempo a disposizione ma sostenuto dal largo schieramento rappresentato, ho accettato di raccogliere l’invito e provare a formare un gruppo non solo rappresentativo del territorio ma anche competente dal punto di vista politico e professionale. La mia adesione è da ricondurre non tanto a velleità personali quanto alla volontà di dare una nuova prospettiva amministrativa al nostro territorio, estremamente bisognoso di voltare pagina. Malgrado si stesse lavorando bene, si stessero individuando i candidati, e vi fosse stato anche un avvicinamento richiesto dalla segreteria del Pd (poi rientrato inspiegabilmente sui suoi passi preferendo i più sicuri lidi della maggioranza uscente), negli ultimi giorni ha avuto inizio un lento sfilamento dei candidati individuati, che ha lasciato soltanto uno zoccolo duro, numericamente insufficiente e non esaustivo di un progetto qualitativamente alto».
Secondo Sbranchella «gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da un clima posto in essere dai nostri avversari di seduzione e dissuasione costante e mirata verso molte nostre candidature affinché non si formalizzasse la lista così come era stata pensata». Visto il quadro, aggiunge,il non essersi presentato lo definisce «non un flop ma una ragionevole decisione concertata con l’intero gruppo».
Quanto alla lista spuntata all’ultim’ora con candidato sindaco Alberto di Carlo, Sbranchella evidenzia che quest’ultimo è stato «sostenitore dell’amministrazione Di Pietro-Tulini, già assessore della giunta Tulini, candidato nel 2013 con l’uscente sindaca e partecipe anche alla serata (29 aprile) di presentazione dei risultati tenutasi a Villa Lempa». E aggiunge: «Se davvero quella del geometra fosse una lista “civetta”, come vocifera la piazza cittadina, non sarebbe altro che un mezzuccio per scongiurare e annullare i problemi di quorum. Personalmente non credo sia possibile che un’amministrazione tanto certa (o non lo è?) di un consenso sfoggiato sui social da conniventi lacchè e improvvisati tifosi possa ricorrere ad un simile espediente. Creare una lista civetta produrrebbe una crepa irrecuperabile e confermerebbe la fragilità e la debolezza della candidata sindaco e, cosa ancor più grave, rappresenterebbe un ostacolo all’espletamento del sacrosanto principio di democrazia».
Sbranchella risponde poi a Giuseppe Zunica, che lo ha individuato tra i responsabili della mancata costituzione della lista, scrivendo: «Era chiaro sin dal primissimo incontro che in molti, me per primo, non erano dell’idea di dover creare una lista a tutti i costi e di qualsiasi natura. La lista “rabberciata” o fortemente ridimensionata non è mai stata presa in considerazione». E conclude: «Nel tempo che ci separa dal prossimo appuntamento elettorale non rimarremo mani nelle mani e lavoreremo sin da subito ad un’alternativa amministrativa e ad un sistema di controllo dell’operato della futura amministrazione».
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