Scalone: «Alla Fondazione Tercas un rinnovo soltanto apparente»
La tristissima vicenda Tercas iniziata con il danno, si sta concludendo con la beffa. Infatti, come altro definire la nomina a vice presidente della Cassa Depositi e Prestiti del presidente della...
La tristissima vicenda Tercas iniziata con il danno, si sta concludendo con la beffa. Infatti, come altro definire la nomina a vice presidente della Cassa Depositi e Prestiti del presidente della Fondazione Tercas Mario Nuzzo e come altro definire il rinnovo, solo apparente, degli amministratori della stessa Fondazione?
Sulla incredibile nomina di Nuzzo alla Cdp faccio solo notare che Nuzzo, dopo essere stato presidente della Fondazione per oltre un ventennio, nel redigere la sua scheda personale, consultabile sul sito della Cdp, tra gli innumerevoli titoli accademici e manageriali, dimentica di dire, chi sa perché, di essere da sempre presidente della Fondazione Tercas!
Finalmente, si parla di rinnovo, almeno in parte, dei vertici della Fondazione, che può offrire delle opportunità importanti. Infatti, una nuova amministrazione della Fondazione, scevra da condizionamenti, complicità e simbiosi col passato, farebbe ancora in tempo ad intraprendere quella che Nuzzo non ha voluto, o potuto, fare: l’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori della banca e della società di revisione. Il tutto finalizzato, ovviamente, a recuperare, almeno in parte, il maltolto. Fare, cioè, ne più ne meno, di quello che fanno le altre Fondazioni in situazioni analoghe. Due soli esempi tra i più noti: Monte dei Paschi di Siena e Banca Marche. Esse stanno facendo azioni di responsabilità nei confronti dei vecchi vertici delle rispettive banche e delle società di revisione. Ad onor del vero, la Fondazione Mps ha intrapreso l'azione di responsabilità anche nei confronti degli ex vertici della Fondazione stessa. Adesso, quindi, sarebbe il momento di persone nuove, libere e determinate. Ripeto, sarebbe! Ma, purtroppo, dubito che sarà. Infatti, il meccanismo del rinnovo degli organi della Fondazione è stato studiato con attenzione, affinché nulla venisse lasciato al caso, ma tutto predeterminato. Non è casuale che lo statuto della Fondazione prevede che 3 membri del consiglio d’indirizzo vengano nominati dalla stessa Fondazione, nello specifico dal consiglio uscente. Questo, in soldoni, porta al risultato che Nuzzo, prima di andarsene, nominerà il suo successore. Sembra assurdo ma è proprio così! Questo meccanismo era stato introdotto ad arte, affinché il sodalizio Nuzzo-Nisii, una volta impossessatosi della più importante istituzione finanziaria locale costituita dall'accoppiata Fondazione-Tercas, la potesse conservare e controllare nei decenni.
La ruota poi non è girata per tutti allo stesso modo come speravano ed avevano programmato. Ora Nisii non c’è più e, purtroppo per lui, è impegnato a difendersi nelle aule di tribunale. Nuzzo invece siede alla vice presidenza della Cdp. Ma il meccanismo autoreferenziale del rinnovo della Fondazione esiste ancora e se non sarà più utile a mantenere il controllo della Tercas, (per colpa loro approdata ad altri lidi), servirà, probabilmente a non far intraprendere le famose azioni di responsabilità a cui si faceva riferimento. Azioni di responsabilità aborrite, chi sa perché, da Nuzzo.
In conclusione, il rinnovo della fondazione è comunque una importante occasione ma non mi farei troppe illusioni. A meno che la politica locale non pensi veramente di entrare con determinazione in questo campo e indirizzare le scelte a favore delle comunità da loro amministrate. Il loro silenzio è stato sinora imbarazzante. Ma questo è un altro capitolo.
Enzo Scalone
ex consigliere
della Fondazione Tercas

