Scappa di casa per andare al rave

15 Agosto 2015

Ritrovata dalla Polfer alla stazione una 16enne di Bologna, diretta in Salento

GIULIANOVA. «Voglio una vita spericolata», cantava Vasco Rossi tempo fa. Gli anni sono passati, e tanti, ma il leit motiv è lo stesso. E così è stata trovata dagli agenti della polizia ferroviaria, agli ordini di Patrizia Corvaglia, alla stazione di Giulianova una ragazza di 16 anni fuggita di casa per partecipare non a uno, ma a una serie di rave party.

I poliziotti giovedì pomeriggio erano intenti in una serie di controlli nella stazione, particolarmente affollata visto il periodo clou dell’estate e il fatto che a Giulianova ora ferma il Frecciabianca. Controlli particolarmente mirati ai giovani, visti gli ultimi fatti di cronaca, che hanno visto parecchi decessi per l’abuso di sostanze stupefacenti, l’ultimo il caso della 16enne di Messina, trovata morta sulla spiaggia dopo una serata in cui forse aveva consumato ecstasy.

Gli agenti hanno così controllato un gruppo di ragazzi in attesa di un treno. Ed è risultato che a carico di A.C., 16 anni di Bologna, pendeva una denuncia di scomparsa, presentata dalla madre cinque giorni prima. La ragazza era scappata di casa, a Bologna per partecipare ad un rave a Rimini. E giovedì, insieme ad un gruppo di ragazzi, tutti maggiorenni, era diretta nel Salento dove nel periodo di Ferragosto sono previsti altri rave. A.C. non aveva addosso nè soldi nè aveva bagaglio al seguito. La ragazza è apparsa molto contrariata di non poter proseguire l’avventura, senza alcun desiderio di tornare a casa, anzi.

Gli agenti della polizia ferroviaria hanno dunque immediatamente avvertito la madre a Bologna, che si è messa subito in auto, ha raggiunto Giulianova ed ha potuto così riabbracciare la figlia. Aveva infatti vissuto giorni d’ansia per le sorti della figlia, peggiorate dalla sequenza di notizie – peraltro tutte concentrate negli ultimi giorni – di casi di giovanissimi, alcuni minorenni, morti in discoteca e comunque dopo serate “brave” per aver assunto droghe. E’ il caso di quanto avvenuto ad Cocoricò, ma anche della ragazza di Messina. (a.f.)

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