Scarcerato De Simone, finisce l’incubo

Dopo 15 giorni di detenzione durissima il capitano di Silvi lascia la cella e va in albergo, ma senza libertà di movimento
SILVI. Ieri verso le 17, ora italiane, Sandro De Simone, il capitano del peschereccio oceanico Idra Q. sequestrato in Gambia, è stato scarcerato. La notizia è stata data dalla Italfish, socetà armatrice della nave con sede a Martinsicuro. De Simone ha trascorso quindici giorni in carcere in condizioni difficilissime, insieme a detenuti comuni. La trattativa è stata tutta tra la società armatrice e le autorità gambiane, dopo il fallimento del tentativo di mediazione da parte della diplomazia italiana.
Bocche cucite, al momento, su quali siano stati i termini del rilascio. Secondo le prime notizie la scarcerazione sarebbe avvenuta dietro garanzia e cauzione della stessa società armatrice. Sembrerebbe, inoltre, che la situazione di De Simone sarebbe simile a quella del direttore di macchina dell’Idra Q Massimo Liberati, scarcerato ad inizio della scorsa settimana, ma costretto a rimanere nella capitale gambiana Banjul . I due si troverebbero in un albergo della capitale in una sorta di arresti domiciliari, senza poter uscire dall’albergo, privi di passaporto e con scarse possibilità di mettersi in contatto con i familiari.
In ogni caso, la cosa più importante è che De Simone abbia potuto lasciare il carcere della capitale, dove le condizioni di detenzione sono durissime come si apprende anche dalle relazioni di Amnesty International. La completa liberazione dei due italiani, ma anche dei 24 membri dell’equipaggio, tra cui il nostromo Vincenzino Mora di Martinsicuro, segregato a bordo dell’imbarcazione ormeggiata nel porto della capitale e controllati da militari armati, arriverà quando gli avvocati della Italfish troveranno l’accordo con il governo gambiano che ha confiscato l’imbarcazione. La società armatrice sta trattando per tornare in possesso della nave che, secondo alcuni esperti, potrebbe avere un valore di circa 700mila euro: presumibilmente la trattativa parte da questa cifra.
Dopo la notizia della scarcerazione in casa De Simone a Silvi il telefono è perennemente occupato. Riusciamo a prendere la linea dopo diversi tentativi. «Non vedo l’ora di parlare con Sandro», dice ancora incredula la moglie Gianna, «lui appena potrà mi chiamerà, stiamo aspettando. Della sua liberazione mi ha avvisato l’armatore, mi ha detto che dovevano sistemare ancora alcune pratiche». Alla domanda se avesse ricevuto una chiamata ufficiale da parte della Farnesina la donna risponde: «Nessuno si è degnato di chiamarmi. Ora voglio sentire solo lui. Fino ad oggi abbiamo vissuto con un punto interrogativo assoluto sul suo stato di salute».
Il sindaco di Silvi Francesco Comignani ha detto: «La notizia della liberazione l’ho appresa da mie fonti dirette governative. Ho avvisato subito la moglie Gianna al telefonino, non si è scomposta, è una grande donna, e ha detto che sarà felice solo quando sentirà la voce di Sandro. Siamo in contatto continuamente con le nostri fonti e al momento bisogna mantenere i piedi di piombo. La soddisfazione è grande, sarò ancora più felice quando Sandro tornerà a Silvi sano e salvo». Alla domanda se organizzerà una festa in suo onore il sindaco risponde: «Il vicesindaco Vito Partipilo conosce bene la sua famiglia e dice che non ama fare le feste, comunque organizzeremo qualcosa che vada nella direzione della volontà della famiglia».
Sandro Di Stanislao
Domenico Forcella
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