Scarti da bruciare, Prosperi lancia accuse

Atri, il consigliere contro il Comune: «Cambiate le regole del Prg, così l’impianto si può realizzare»
ATRI . Il consigliere di opposizione Alfonso Prosperi attacca il Comune sull’installazione di inceneritore per scarti di produzione nella zona industriale Stracca di Casoli. «Occorre chiedersi come sia stato possibile che un’azienda privata abbia potuto richiedere alla Regione l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto», afferma il capogruppo di “Alleanza civica”, «il motivo è presto spiegato: nel 2015, con l'adozione della nuova variante al piano regolatore generale è stata eliminata la prescrizione dettata dalle norme tecniche di attuazione secondo cui “le attività che producessero scarichi necessitanti di trattamenti di depurazione specifici possono essere insediate solo previa realizzazione, a spese e sotto la responsabilità dei soggetti interessati, di impianti di depurazione adeguati all’interno dei loro terreni, previa approvazione da parte dell’amministrazione comunale”. In altre parole», tiene a evidenziare Prosperi, «quella disposizione consentiva all’amministrazione comunale, sia di avere un ruolo determinante sulla valutazione dell’idoneità e del funzionamento degli impianti e sia di poter decidere riguardo la loro realizzabilità o meno. Pertanto, se la comunità atriana oggi potrebbe veder realizzato sul proprio territorio un impianto di coincenerimento con conseguente rischio per l’ambiente e per la salute dei cittadini, la responsabilità politica è tutta da attribuire a quella scellerata decisione che fu presa proprio dall’attuale maggioranza».
Prosperi assicura una ferma opposizione da parte del suo gruppo all’attivazione dell’impianto. Secondo lui è un atto dovuto verso i cittadini atriani e soprattutto nei confronti di chi abita e lavora nell’area interessata. “Alleanza civica” ribadisce che «l’amministrazione comunale non può esimersi dal mettere in campo ogni opportuna iniziativa politica nei confronti della Regione con la quale condivide la stessa filiera politica, al fine di scongiurare definitivamente questo rischio che la comunità atriana non vuole subire». La scorsa settimana contro la struttura è sceso in campo anche il comitato civico Torre San Rocco di Pineto che insieme all’associazione “Stracca” in un’assemblea pubblica si è rivolto al Comune di Pineto per scongiurare l’installazione di impianti inquinanti. (d.f.)

